L’economia galleggia: Novara tira il gruppo nell’Alto Piemonte

Tra inflazione, incertezze globali e lo strapotere degli acquisti online con un clic dal divano, decidere di aprire una partita IVA oggi richiede una certa dose di coraggio. Eppure, nel corso del secondo trimestre del 2026, il tessuto produttivo dell’Alto Piemonte è riuscito a mantenere la barra dritta, registrando un timido ma vitale aumento.

Nel periodo compreso tra aprile e giugno, le province di Biella, Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli hanno messo a referto 962 nuove iscrizioni d’impresa contro 671 cessazioni (calcolate al netto di 151 cessazioni d’ufficio). Questi numeri portano il totale delle aziende registrate sul territorio a quota 71.892. Il tasso di crescita globale si attesta così a un +0.41%, un dato che tallona da vicino la media regionale piemontese del +0,45%, pur restando un passo indietro rispetto alla media nazionale del +0,56%.

I numeri di Novara: boom dei servizi, commercio al palo

In questo quadro di stazionarietà generale, è la provincia di Novara a indossare la maglia rosa della produttività, staccando i vicini di casa. Mentre Vercelli si ferma a un +0,35%, il VCO a un +0,25% e Biella chiude il gruppo con un asfittico +0.16%, il sistema imprenditoriale novarese sfoggia un ben più robusto +0,63%. Il saldo anagrafico della provincia tocca le +184 unità, frutto di 444 nuove iscrizioni che hanno superato le 260 cessazioni (al netto di 20 cancellazioni d’ufficio). Con questi ritmi, lo stock complessivo delle imprese novaresi ha raggiunto le 29.332 unità al 30 giugno 2026.

Scavando nei vari comparti economici novaresi, emerge chiaramente come non tutti se la passino allo stesso modo. A trainare il carro ci pensano i servizi, che segnano un ottimo +1,25%, seguiti a ruota dalle costruzioni (+0,79%) e dal settore turistico (+0,78%). Agricoltura e industria in senso stretto strappano rispettivamente un +0,40% e un +0,22%, mentre il commercio tradizionale appare come un malato cronico, bloccato in una stazionarietà quasi assoluta con un misero +0,07%. Tra le forme giuridiche, a Novara vincono la solidità delle società di capitali (+1,16%) e le imprese individuali (+0,54%), con l’artigianato che difende le proprie posizioni registrando 151 nuove aperture contro 114 chiusure, portando il totale a 8.669 unità.

L’allarme desertificazione e i fondi in arrivo

I dati nudi e crudi confermano una tendenza sociale che è sotto gli occhi di tutti. Angelo Santarella, presidente della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte, non usa troppi giri di parole per descrivere la situazione. Se servizi e turismo mostrano dinamismo, i settori tradizionali stanno subendo cali pesantissimi. Il presidente punta il dito contro la desertificazione commerciale innescata dall’espansione dell’e-commerce, un fenomeno che non è solo economico, ma che sta svuotando i piccoli comuni delle aree interne, dove la nascita di nuove imprese è ormai pari a zero.

Per tentare di arginare questa emorragia e spingere l’innovazione, l’ente camerale ha deciso di aprire i rubinetti. È già attivo il bando “Formazione Lavoro”, studiato per erogare contributi alle aziende che attivano stage e tirocini, mentre a ottobre prenderà il via, di concerto con la Regione Piemonte, la misura del “Voucher Digitalizzazione”. Quest’ultima iniziativa servirà a sostenere gli investimenti in tecnologie, con il chiaro obiettivo di aiutare le micro e piccole realtà a modernizzarsi prima di finire schiacciate dai colossi della rete.

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