Radici Chimica, scatta la procedura per 140 esuberi. Il Pd: «Colpo durissimo per Novara»

Si apre una nuova e delicata vertenza industriale per il territorio novarese. Radici Chimica ha avviato la procedura di licenziamento collettivo che potrebbe interessare fino a 140 lavoratori dello stabilimento di via Fauser, quasi la metà dei 287 dipendenti oggi impiegati nel sito produttivo. La procedura è stata formalmente aperta nella giornata di ieri, mentre i lavoratori hanno immediatamente proclamato lo stato di agitazione con assemblee e incontri sindacali destinati a proseguire anche nelle prossime ore.

Gli esuberi riguardano il personale impiegato negli impianti dedicati alla produzione di acido nitrico, acido adipico tecnico e acido adipico puro, oltre agli addetti delle lavorazioni a giornata collegate a queste produzioni e ai dipendenti dei reparti qualità e logistica.

La procedura segue la cessione, avvenuta lo scorso maggio, di una parte significativa delle attività del gruppo al fondo statunitense Lone Star. Ora si apre il percorso previsto dalla normativa: l’azienda avrà 60 giorni per presentare un piano industriale e successivamente altri 120 giorni per cercare un accordo con le organizzazioni sindacali. L’obiettivo è arrivare a una definizione della vertenza entro gennaio. Fino a quel momento i lavoratori continueranno a percepire regolarmente lo stipendio. Tra gli elementi che potrebbero ridurre il numero effettivo degli esuberi figurano anche i pensionamenti, stimati in una cinquantina di unità, mentre resta la speranza di ricollocare il maggior numero possibile di dipendenti.

Quella che esplode oggi non è però la prima crisi vissuta dallo stabilimento novarese. Già nel novembre 2022 Radici Group era stata costretta a ricorrere alla cassa integrazione per tutti i 318 dipendenti del sito produttivo a causa dell’impennata dei costi energetici e delle difficoltà di approvvigionamento delle materie prime, in particolare dell’ammoniaca necessaria ai processi produttivi. All’epoca l’azienda parlò di una situazione economica e di mercato resa insostenibile dall’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime, con il conseguente rallentamento della produzione.

Sulla vicenda intervengono il segretario regionale del Partito Democratico e consigliere regionale Domenico Rossi e il segretario provinciale del Pd di Novara Rossano Pirovano: «È un colpo durissimo per la nostra provincia, per l’economia del territorio e, soprattutto, per decine di famiglie che oggi si ritrovano in una situazione di angosciante incertezza. Esprimiamo la nostra totale e incondizionata solidarietà alle lavoratrici, ai lavoratori e a tutte le rappresentanze sindacali coinvolte – proseguono gli esponenti dem –. Di fronte a una decisione aziendale di tale gravità, che impoverisce drasticamente il tessuto produttivo locale, la politica e le istituzioni non possono limitarsi a prendere atto della situazione».

Il Partito Democratico annuncia quindi un’azione coordinata per affrontare l’emergenza: «Garantiamo il nostro massimo impegno a tutti i livelli istituzionali per approfondire tempestivamente i contorni di questa crisi aziendale e supportare le richieste dei lavoratori. Ci muoveremo in totale sinergia: attiveremo i nostri rappresentanti a livello comunale per portare la questione all’attenzione delle amministrazioni locali e, parallelamente, interverremo in Consiglio Regionale per chiedere alla Giunta di attivarsi immediatamente».

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore