Pannelli rossi alla Passalacqua, Comune e Soprintendenza si scontrano. Ma cosa dicono davvero gli atti?

Dopo tre giorni di botta e risposta, il caso dei pannelli fotovoltaici sul tetto della ex caserma Passalacqua si sposta su un terreno meno politico e più documentale. Da una parte il sindaco Alessandro Canelli e il presidente di nòva Mattia Anzaldi sostengono che la scelta dei pannelli rossi sia diventata vincolante soltanto in corso d’opera. Dall’altra il soprintendente Federico Barello replica che il Comune era perfettamente a conoscenza di quella richiesta da ben quattro anni, quando venne rilasciata l’autorizzazione al progetto.

Ma cosa emerge leggendo i documenti? L’atto autorizzativo della Soprintendenza del 2022 contiene effettivamente un passaggio dedicato ai pannelli fotovoltaici. È lo stesso richiamato da Barello per sostenere che l’indicazione fosse nota da allora. Tuttavia, la formulazione utilizzata merita attenzione.

Nel documento si legge infatti: «…si suggerisce l’installazione di pannelli in aderenza alla copertura per una maggiore reversibilità dell’intervento e l’utilizzo di pannelli con cromia ed eventuali parti a vista della struttura verniciate di colore simile al manto di copertura (…). Si anticipa sin da ora di privilegiare i pannelli fotovoltaici per una maggiore uniformità».

Il verbo utilizzato è “si suggerisce”, non “si prescrive”, “si impone” o “è fatto obbligo”. Un dettaglio lessicale che assume oggi un peso particolare alla luce del confronto tra Comune e Soprintendenza.

Nello stesso paragrafo, inoltre, l’autorizzazione dispone che «siano trasmessi i dettagli esecutivi dell’installazione dei pannelli fotovoltaici», rinviando quindi quella parte del progetto alla successiva fase esecutiva.

È proprio questo passaggio a rappresentare uno dei nodi della vicenda. Nella normale gestione di un cantiere sottoposto a tutela, infatti, molti dettagli costruttivi vengono definiti durante l’esecuzione dei lavori attraverso il confronto tra progettisti, direzione lavori e funzionari della Soprintendenza, prima dell’approvazione definitiva e dell’ordine dei materiali.

La domanda diventa quindi un’altra: quando il “si suggerisce” contenuto nell’autorizzazione del 2022 si è trasformato, nella pratica, in una prescrizione ritenuta non più modificabile? È su questo punto che sembrano divergere le ricostruzioni del Comune e della Soprintendenza.

Secondo Barello, l’indicazione sui pannelli di colore rosso era già presente nell’autorizzazione rilasciata quattro anni fa anni quando la soprintendente era Michela Palazzo. La lettura del documento mostra però che quella indicazione era formulata come un suggerimento progettuale e che la stessa autorizzazione rinviava alla fase esecutiva la definizione dei dettagli dell’impianto fotovoltaico.

Resta quindi da chiarire se, nel corso dell’iter autorizzativo e del confronto tecnico successivo, quella indicazione sia stata trasformata in una prescrizione vincolante oppure se vi fosse ancora un margine di valutazione alla luce delle esigenze energetiche, economiche e ambientali emerse durante l’esecuzione dell’intervento.

È proprio in questa differenza di interpretazione che si concentra oggi il confronto tra Palazzo Cabrino e la Soprintendenza. Da una parte c’è chi legge quel “si suggerisce” come un indirizzo progettuale destinato a essere definito nella fase esecutiva; dall’altra chi ritiene che fosse già sufficiente a vincolare la scelta dei pannelli.

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore