«Non siamo soddisfatti della sicurezza a Novara». Questa frase pronunciata dal segretario provinciale Diego Sozzani è diventata uno dei passaggi più significativi della conferenza stampa organizzata in occasione della visita dei vertici regionali e nazionali di Forza Italia.
Parole che arrivano in un momento particolarmente delicato per il dibattito cittadino. Da una parte la richiesta avanzata dal sindaco Alessandro Canelli e accolta dalla Prefettura di istituire una zona a vigilanza rafforzata nell’area della stazione ferroviaria; dall’altra la mozione sulla sicurezza costruita trasversalmente tra maggioranza e opposizione che dovrebbe approdare in consiglio comunale l’11 giugno.
La delegazione azzurra, composta dal vicepresidente regionale e senatore Roberto Rosso e dal senatore Maurizio Gasparri, presidente della Commissione Affari esteri e Difesa del Senato, aveva appena concluso una visita al Comando provinciale dei Carabinieri, dove i rappresentanti del partito sono stati ricevuti dal comandante provinciale, il colonnello Emilio Palmieri. Un incontro dedicato ai temi della sicurezza e dello sviluppo del territorio, ma che si è rapidamente trasformato in una riflessione politica sul presente e sul futuro della città.
La dichiarazione di Sozzani assume un peso particolare perché arriva da una delle forze che compongono la coalizione che governa Novara. Alla domanda su cosa non soddisfi Forza Italia dell’attuale situazione, il segretario provinciale ha virato: «Non lo abbiamo mai detto pubblicamente, ma siamo stati noi a portare i finanziamenti per la riqualificazione della stazione – ha rivendicato Sozzani, spostando subito il ragionamento sul terreno urbanistico -. Con la discussione sul nuovo Piano regolatore riteniamo che vada ripensato il recupero complessivo di tutta l’area. La mia non è una critica all’amministrazione, ma una questione di programmazione. E la zona rossa non dovrebbe riguardare soltanto la stazione: ci sono altre aree problematiche del centro che meritano attenzione».
Una posizione che chiede un intervento più ampio e strutturale sulla città. Un modo per rivendicare una propria visione della sicurezza e del futuro assetto urbano di Novara.
A sostenere la linea di Sozzani sono intervenuti sia Gasparri sia la segretaria cittadina di Forza Italia e assessora ai Servizi sociali Teresa Armienti, che hanno sottolineato come le nuove misure previste dall’ultimo Decreto Sicurezza rappresentino uno strumento importante per l’attività preventiva delle forze dell’ordine. «Le zone rosse consentono di utilizzare con maggiore efficacia gli strumenti di allontanamento e prevenzione – hanno detto entrambi -. L’azione locale è perfettamente in sintonia con quella nazionale».
L’assessora ha poi allargato il concetto di sicurezza alle politiche sociali e giovanili, richiamando il lavoro svolto sul territorio: «Quello che ci ha raccontato il colonnello Palmieri lo conosciamo bene. Novara è una città che sta crescendo e che non può essere sottovalutata. Si sta lavorando molto anche sul fronte dei giovani, con l’educativa di strada e con la presenza nei luoghi più sensibili per intercettare situazioni problematiche e correggere comportamenti non corretti, quando possibile, attraverso il dialogo e il supporto dei servizi sociali. C’è una forte sinergia con le forze dell’ordine».
Anche Rosso ha ripreso i contenuti emersi durante il confronto con i Carabinieri, inserendoli però in una lettura più ampia dello sviluppo economico del territorio: «I problemi esistono, ma Novara non è paragonabile alle grandi città metropolitane. Proprio per questo le forze dell’ordine possono concentrarsi anche sulla tutela del tessuto produttivo. Novara è diventata un importante polo logistico grazie alla sua posizione strategica e ai costi di insediamento inferiori rispetto alla Lombardia. La sicurezza riguarda anche le imprese e la capacità di attrarre investimenti».
Per Rosso, inoltre, il tema non può essere ridotto esclusivamente alla criminalità. «La percezione della sicurezza passa anche dalla disponibilità di una casa per le fasce più fragili, dalla tutela del lavoro, dalla protezione di quella fascia grigia di popolazione che rischia di scivolare nella marginalità».
Se la sicurezza è stata il tema dichiarato della conferenza, il sottotesto politico è emerso quando Sozzani e Rosso hanno iniziato a ragionare sulle amministrative del 2027. Non casuale, in questo senso, la composizione del pubblico: accanto agli storici militanti di Forza Italia, non sono passate inosservate le presenze dell’ex senatrice Franca Biondelli, approdata in Forza Italia oltre un anno fa, e di Sergio De Stasio, già segretario provinciale del Partito Democratico e successivamente esponente di Azione.
«Stiamo lavorando a una proposta politica per Novara e Borgomanero da condividere con gli alleati», ha spiegato Rosso, confermando che il centrodestra sta già ragionando sul dopo Canelli. «Nel 2027 saranno cinque i capoluoghi piemontesi chiamati al voto. A Novara abbiamo governato bene, ma esistono margini di miglioramento. Da settembre inizierà un percorso per costruire una proposta che rafforzi ulteriormente la sicurezza e la qualità della vita della città».
Nel suo intervento conclusivo Gasparri ha invece allargato l’orizzonte alla politica nazionale e internazionale, legando il tema della sicurezza a quello della competitività economica: «Questo è un territorio che lavora e che deve essere difeso», ha affermato il senatore. «L’Europa deve essere più generosa negli investimenti per sostenere i sistemi produttivi e garantire sviluppo».
Non è mancata una frecciata alle tensioni che attraversano il mondo della destra italiana. Senza citare direttamente Roberto Vannacci, Gasparri ha osservato che «c’è molto fermento nella destra», rivendicando però la scelta di Forza Italia di restare saldamente ancorata alla coalizione di centrodestra e al progetto politico guidato da Giorgia Meloni. «Noi crediamo nel centrodestra di governo e siamo convinti che quello di Giorgia Meloni sarà il governo più longevo della storia repubblicana» ha concluso.
Un messaggio che, letto insieme alle parole di Sozzani e Rosso, sembra avere un doppio destinatario: gli alleati locali, con cui iniziano le manovre in vista delle elezioni amministrative del 2027, e quel mondo moderato che Forza Italia continua a rivendicare come proprio spazio politico all’interno della coalizione.








