In una occasione, una delle tante in cui l’uomo scatenava la sua furia sulla compagna, era arrivato a minacciarla anche con un coltello: «Ti apro dalla testa ai piedi». Ma nel corso delle liti non erano mancati insulti, percosse, lanci di oggetti, scatti d’ira in cui lui le afferrava il cellulare e glie lo gettava a terra. Qualche volta la donna era dovuta andare al pronto soccorso, come il giorno in cui aveva rimediato una frattura delle costole.
Una lunga serie di vessazioni fra le mura domestiche, commesse fra l’estate del 2019 e il dicembre del 2020 nell’abitazione di Borgomanero in cui abitava la coppia, che in tribunale hanno portato alla condanna del cinquantunenne G.F. alla pena di 3 anni e 10 mesi di reclusione per maltrattamenti in famiglia e lesioni. I giudici hanno poi stabilito il proscioglimento per remissione di querela dall’imputazione di danneggiamento. E la vittima, parte civile al giudizio, ha ottenuto una provvisionale di risarcimento del danno da 10 mila euro. Il pm aveva chiesto 4 anni e 8 mesi, la difesa l’assoluzione per mancanza di riscontri al racconto della vittima.
Era stata proprio la donna a presentare denuncia ai carabinieri, descrivendo un’escalation di violenze nate all’interno di discussioni di coppia per motivi banali: in una occasione l’uomo le aveva tirato un pugno sul costato, altre volte le sferrava schiaffi, calci, o le strappava la maglietta. Il 30 novembre 2020, una delle ultime aggressioni prima della segnalazione alle forze dell’ordine, lui l’aveva picchiata facendola cadere a terra e le aveva lanciato addosso una tazza di tè, minacciandola: «Aspetto che ti addormenti per colarti addosso l’olio bollente».








