Galliate, la Zona 30 fa ancora discutere: cittadini e Comune ancora a confronto prima del consiglio aperto

A pochi giorni dal consiglio comunale aperto ai cittadini in programma il 14 maggio, a Galliate torna al centro del dibattito pubblico la Zona 30. Entrata definitivamente in vigore il 17 aprile nell’area attorno all’ospedale San Rocco, la Zona 30 ha ridisegnato la viabilità delle tratte comprese tra via XXV Aprile e via Cesare Battisti e viale Leonardo Da Vinci e via Alberio, coinvolgendo anche strade limitrofe come via Magenta, via Alessandro Volta e via Masini. Un progetto nato con l’obiettivo di aumentare la sicurezza stradale e razionalizzare i flussi di traffico, ma che nelle prime settimane di applicazione ha già acceso un confronto tra cittadini e amministrazione sulle criticità emerse.

Tra le voci che chiedono una revisione di alcuni aspetti c’è quella di Andrea Guerra, cittadino di Galliate, che nei prossimi giorni porterà all’attenzione del consiglio comunale osservazioni e proposte raccolte direttamente sul territorio. Seppur a favore, Guerra evidenzia come le modifiche introdotte abbiano prodotto, a suo giudizio, nuovi problemi di circolazione e una redistribuzione del traffico che merita ulteriori valutazioni.

«Io non sono contrario alla Zona 30, ma credo che sia un problema abbastanza ampio per diversi fattori, che riguardano tutte e quattro le strade – afferma -. Via 25 aprile era a doppio senso di marcia con un marciapiede molto ampio. Non c’è logica nelle motivazioni per un senso unico, così come la ciclabile a doppio senso, che non dà nulla in termini di sicurezza. Inoltre il traffico in questo modo è stato spostato a via Alberio, creando altri disagi».

Problemi, che però, secondo il residente riguardano anche alcune delle vie secondarie: «In via Magenta l’intenzione era quella di fare parcheggi a zig zag per motivi di sicurezza, che però non sono stati fatti perché non potevano starci gli stalli. In via Volta ci sono sia parcheggi che marciapiedi, che però non possono convivere».

L’impressione di Guerra è quella di un lavoro svolto in maniera eccessivamente sbrigativa, che nei fatti però non porta alcun beneficio alla comunità: «Non era necessario che i lavori fossero fatti e finiti entro 6 mesi. Era un progetto che poteva essere sviluppato con più calma, affidandosi anche a ingegneri urbanistici o studi esterni per migliorare le criticità di questo progetto. Non si possono giustificare queste cose con lo slogan “sicurezza”, se i cittadini che vivono queste cose sulla propria pelle hanno disagi e problemi. Soprattutto se i pericoli più grandi individuati erano gli incroci, che però non sono stati toccati».

Per questi motivi, Guerra presenterà la questione all’amministrazione cittadina, attivandosi in prima persona: «Io farò una petizione, una raccolta firme da presentare in consiglio – prosegue -. Faccio i miei complimenti all’amministrazione proprio per il consiglio comunale aperto, che darà modo ai cittadini di poter parlare. Spero che prendano in considerazione la possibilità di contattare un professionista esterno per riqualificare l’area. Cosa che, attenzione, non significa puntare il dito e dire “avere sbagliato”, anzi: io credo che la Zona 30 abbia tanto di buono, come i sensi unici in via Masini o via Volta. Ciò non toglie però che, come detto, ci siano anche diversi problemi da risolvere».

La speranza è quella di vedere novità nell’approccio alla vita cittadina da parte dell’amministrazione: «Questo potrebbe essere un modo diverso di affrontare il rapporto con i cittadini, un qualcosa che spesso manca nelle amministrazioni, che a mio modo di vedere dovrebbero comportarsi come se fossero un buon padre di famiglia».

L’assessore alla Sicurezza: «Progetto con struttura solida, abbiamo ascoltato tutti»

A rispondere alle osservazioni avanzate da Andrea Guerra è Alessandro Basile, assessore alla Sicurezza del Comune di Galliate, che rivendica la continuità dell’intervento con una pianificazione avviata anni fa: «Il progetto parte da una struttura molto solida, il piano urbano dell’anno 2000 redatto dai progettisti incaricati, fra cui l’architetto Rigotti. Questo è poi stato ripreso dalla consulta di sicurezza, e ci siamo sempre affidati ad esperti, seguendo i criteri di riprogettazione delle zone 30 per avere pareri e rielaborarla in modo aggiornato».

La progettazione parte dunque da lontano, ed è stata portata a termine valutando i rischi e le possibili difficoltà dei cittadini: «È un progetto che non nasce uno o due anni fa, ma che ha 26 anni e che questa amministrazione ha portato a termine conscia dei possibili disagi, mettendo però al primo posto l’interesse pubblico e l’incolumità delle fasce più deboli. L’obiettivo, infatti, era quello di creare maggiore spazio per muoversi in sicurezza per pedoni e ciclisti».

Parlando dei tempi di realizzazione del progetto, secondo Basile le tempistiche sono state sufficienti e ampiamente rispettate: «La prima progettazione è stata approvata e realizzata a novembre 2025, come previsto dai criteri del codice della strada e della regione Piemonte. Noi abbiamo dato 6 mesi per rivedere il progetto e acquisire le richieste dei cittadini. Su 1.100 abitanti ci sono pervenute 27 richieste, approvandone circa il 70%».

Sul tema della messa in sicurezza degli incroci, Basile spiega: «Fino a 6 mesi fa in quella zona c’erano strade con larghezze variabili dai 6 ai 4,40 metri con doppio senso di marcia, che si incontravano in incroci senza semaforo. Ora in tutta la Zona 30 abbiamo dimezzato i flussi di marcia degli incroci, cosicché diminuisca la possibilità di fare incidenti».

Secondo Basile, dunque, la Zona 30 porta già diversi benefici alla sicurezza della zona, senza escludere però che il Comune possa intervenire ulteriormente nei prossimi mesi. «Il progetto si sviluppa in tre fasi: la prima è stata quella di mettere in sicurezza la zona, la seconda è stata invece quella di ridefinire la viabilità. La terza sarà quella di rifinitura, nel caso vedessimo che le velocità rimarranno elevate: in tal caso interverremo con l’inserimento di dossi in plastica o attraversamenti pedonali rialzati».

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