La carenza di medici di famiglia è una delle criticità più sentite a livello nazionale, ma nel novarese la rete istituzionale sta producendo risultati concreti per arginare l’emergenza. I numeri diffusi dall’Asl parlano chiaro: dall’avvio del progetto sperimentale nato per assistere i cosiddetti pazienti “orfani” (cittadini rimasti improvvisamente senza dottore a causa di pensionamenti o trasferimenti) fino allo scorso mese di febbraio, sono state erogate ben 12.833 prestazioni mediche. Un volume di lavoro enorme, che si traduce in decine di migliaia di prescrizioni farmaceutiche e impegnative per esami, garantendo di fatto la continuità assistenziale sul territorio.
L’accordo, le prenotazioni e la mappa degli ambulatori
Questo risultato è il frutto diretto dell’accordo siglato lo scorso settembre tra l’Asl e le organizzazioni sindacali dei medici. Per sopperire alla mancanza di titolari, l’Asl ha istituito degli ambulatori straordinari gestiti dai medici della continuità assistenziale, ai quali si sono affiancati venti medici di base aderenti al progetto sperimentale per i territori rimasti scoperti.
Attraverso un sistema di accesso su prenotazione tramite applicativo specifico, è stata tessuta una rete capillare nel distretto area Nord. Attualmente, l’assistenza è strutturata su un calendario settimanale preciso: il lunedì le visite si svolgono a Pogno (via Don Ojetti 2), il martedì a Invorio (via Pulazzini 11), il mercoledì a Cressa (piazza Matteotti 1). Il giovedì il servizio raddoppia con i presidi di Gozzano (via Picco 1) e Ghemme (piazza Castello), per poi chiudere la settimana il venerdì a Santa Cristina di Borgomanero (via Don Ravelli 1). La mappa, inoltre, è destinata ad allargarsi: a partire dal prossimo mese di maggio è in fase di attivazione un ulteriore ambulatorio nel comune di Momo.
Nove nuovi arrivi in estate e l’assistenza domiciliare
Il modello logistico si è dimostrato flessibile e capace di adattarsi ai mutamenti del territorio. Nei mesi passati, ad esempio, la rete aveva coinvolto anche i comuni di Nebbiuno, Oleggio Castello e Castelletto Sopra Ticino. L’entrata in servizio di nuovi medici convenzionati ha però permesso di chiudere con successo quegli ambulatori straordinari, trasferendo immediatamente le risorse verso altre sedi dove la popolazione, in particolar modo quella anziana, risultava maggiormente bisognosa di cure.
Guardando ai prossimi mesi, all’orizzonte si intravede una boccata d’ossigeno strutturale. La Regione Piemonte ha recentemente pubblicato gli esiti dei bandi per la copertura delle carenze in organico: se le procedure seguiranno il loro corso, entro l’estate potrebbero entrare in servizio nove nuovi medici di medicina generale. Un innesto vitale che, pur non essendo numericamente sufficiente a coprire la totalità delle carenze della provincia, aiuterà ad alleggerire la pressione.
Nel frattempo, la direzione dell’Asl ha ringraziato formalmente i sindaci per aver messo a disposizione i locali e informato la cittadinanza, confermando il massimo impegno per tutelare le fasce deboli. Grazie al fondamentale coordinamento con gli infermieri di famiglia e comunità, infatti, la rete medica sta garantendo anche la gestione degli interventi domiciliari a favore dei soggetti in condizioni di particolare fragilità.







