Fratelli d’Italia consolida il radicamento: 42 amministratori, 12 sindaci. Nastri: «Conta la coerenza, non gli slogan»

Fratelli d’Italia prova a trasformare una fase complessa in un punto di rilancio politico. Dopo i mesi segnati da fuoriuscite e tensioni interne, tra Novara e Trecate, il partito rivendica oggi una crescita numerica e, soprattutto, un rafforzamento del proprio radicamento amministrativo sul territorio dell’Est Sesia e della Bassa novarese.

Segno, nella lettura del partito, di una fase ormai metabolizzata: Fratelli d’Italia sembra aver superato il “lutto” delle fuoriuscite, trasformandolo in un’occasione per rilanciare il progetto e allargare la propria base amministrativa.

I numeri, messi sul tavolo dal senatore Gaetano Nastri, sono quelli di una rete che si allarga: 42 amministratori iscritti, tra cui 12 sindaci. Un dato che, nella lettura del partito, certifica la capacità di attrazione di un progetto politico che punta sulla continuità amministrativa più che sulle etichette. Non a caso, lo stesso Nastri ha precisato che i primi cittadini continueranno a mantenere un profilo civico nei rispettivi comuni, segnando una distinzione tra appartenenza politica e gestione locale.

«Ci sono amministratori che ultimamente hanno aderito al progetto di Fratelli d’Italia – ha spiegato –. Fare amministratori significa essere lungimiranti e avere visione». Da qui anche il rilancio di una proposta di riforma istituzionale: «Sono promotore dell’elezione diretta del presidente della Provincia quando si tornerà al voto di primo livello. Magari già dal 2027 si potrà arrivare a questo risultato».

Un messaggio che si inserisce in una strategia più ampia: trasformare il consenso locale in una piattaforma politica strutturata, capace di incidere anche sul piano delle riforme.

A rafforzare il quadro politico sono arrivati anche gli interventi collegati da Roma e Torino. Il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenuto da remoto, ha voluto sottolineare il valore dell’esperienza amministrativa: «Vi invidio per quello che fate ogni giorno sul territorio. Quello che impari in un Comune, occupandoti concretamente dei problemi, te lo porti per tutta la vita».

Crosetto ha poi allargato lo sguardo al contesto nazionale ed europeo, richiamando la necessità di un impegno ancora più forte dopo il recente referendum: «Ci sono troppe regole e troppa burocrazia che rendono difficili i rapporti con altri Paesi, ma dobbiamo mantenere la fiducia di riuscire a risolvere la situazione».

Sulla stessa linea il segretario regionale Fabrizio Comba, che ha rivendicato il ruolo della classe amministrativa locale: «Se oggi Novara è una delle province più floride è perché ha buoni amministratori».

A livello locale, il segretario provinciale Angelo Tredanari ha insistito sull’identità del partito: «Siamo un partito organizzato che parla alla comunità, che dialoga con tutti». Un’impostazione che punta a consolidare Fratelli d’Italia come forza di governo territoriale, non solo come contenitore politico.

Una linea condivisa anche dal presidente della Provincia e sindaco di Romentino Marco Caccia, che ha richiamato il senso politico del momento: «Siamo amministratori perché crediamo in quello che facciamo. La sconfitta al referendum impone di guardare avanti. In provincia abbiamo comunque ottenuto un buon risultato grazie al lavoro del partito. Abbiamo l’obbligo di essere una forza di governo, consapevole di far parte di una coalizione».

Presenti all’incontro anche i consiglieri regionali Daniela Cameroni e Gianluca Godio, il consigliere provinciale Lido Beltrame e il coordinatore cittadino Daniele Andretta, a testimonianza di una filiera istituzionale compatta.

Tra i nuovi ingressi figurano diversi primi cittadini: Giorgio Arata (Castellazzo Novarese), Mirko Barbavara (Ghemme), Bruno Locatelli (Sillavengo), Francesco Maura (Casalbeltrame), Alessandro Savoini (Terdobbiate), Silvano Mellone (Vaprio d’Agogna), Fabio Maggeni (Barengo), Silvia Caccia Colombo (Vespolate), Renato Padoan (Borgolavezzaro), Fabio Barbero (Landiona) e Isabella Demarchi (Casaleggio).

Un elenco che si inserisce in una presenza più ampia di amministratori iscritti al partito nei comuni della zona: Recetto, Vicolungo, Carpignano Sesia, San Pietro Mosezzo, Briona, Mandello Vitta, Carpignano Sesia.

Non manca il riflesso sulle dinamiche interne al centrodestra, in particolare dopo le dichiarazioni dell’onorevole Emanuele Pozzolo, che da Trecate ha rilanciato il progetto di “Futuro nazionale” a sostegno della candidatura di Rosa Criscuolo. Una prospettiva che Nastri ha ridimensionato con una risposta netta: «Se ci saranno altri soggetti saranno scelte a livello nazionale. Noi andiamo avanti: c’è un radicamento sul territorio del nostro partito. C’è differenza tra quello che si dice e quello che si fa».

Il riferimento è esplicito: da una parte le dichiarazioni politiche, dall’altra «decine di amministratori» che scelgono il partito, segno – secondo Nastri – della «coerenza sul progetto iniziale. A noi interessa lavorare per il bene della provincia e dare risposte, avvicinando i cittadini alla politica».

Infine, uno sguardo alla politica cittadina. Sulla mozione di sfiducia al vicesindaco di Novara Ivan De Grandis, Nastri ha mantenuto una linea prudente ma fiduciosa: «Le minoranze fanno il loro lavoro. Se la mozione sarà portata in consiglio comunale, sono sicuro che la maggioranza la respingerà».

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore