Dopo le nozze combinate, botte e rapporti sessuali costretti: marito condannato a 7 anni

Non voleva che uscisse da sola, che imparasse l’italiano, che avesse conoscenze o amicizie. Lui proveniva da una famiglia molto attenta alle usanze del Paese d’origine, poco incline all’occidentalizzazione, e aveva sposato lei perché così avevano voluto i loro genitori: il matrimonio era stato combinato in India. Quindi, quando la moglie si ribellava alle imposizioni, alzava le mani, la minacciava. In alcuni momento della loro convivenza l’aveva anche costretta a subire rapporti.

Una vicenda di vessazioni fisiche e psicologiche conclusasi con la condanna a 7 anni e mezzo di carcere per J.R., cittadino indiano di 34 anni residente a Novara e processato per maltrattamenti in famiglia, lesioni e violenza sessuale dopo l’ennesima aggressione alla moglie, finita al pronto soccorso con un trauma cranico. Dopo quel fatto, avvenuto nell’aprile del 2024, la donna era stata collocata in una comunità protetta.

Il pm aveva chiesto 9 anni di carcere, mentre il difensore dell’imputato aveva chiesto l’assoluzione parlando di liti e discussioni particolarmente accese, che non avevano mai oltrepassato i confini per diventare reati. I giudici hanno anche stabilito una provvisionale di risarcimento del danno di 3 mila euro per il figlio minore della coppia, testimone suo malgrado di alcune aggressioni, mentre la vittima ha scelto di non costituirsi a giudizio

La coppia era arrivata in Italia sette anni fa. Quasi subito, in base a quanto denunciato, sono iniziate le prevaricazioni del marito sulla moglie, spesso legate a motivi di gelosia. Lei non veniva mai lasciata da sola. Se doveva uscire, la accompagnavano i parenti di lui. La donna ha poi parlato di pugni, calci, strattonamenti, più volte la settimana e in qualche occasione anche in presenza del figlio. Per impedirle di studiare l’italiano, l’uomo le aveva distrutto i libri di testo usati a scuola per imparare la lingua.

L’ultima aggressione il 1° aprile di due anni fa quando lui, geloso e insospettito da una chiamata ricevuta dalla compagna, l’aveva trascinata in camera da letto, colpita con schiaffi e pugni, stretta forte per il collo. Aveva anche sbattuto la testa contro il muro, nel tentativo di scappare.

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