Educazione affettiva alle medie, a Novara in campo psicologi ed esperti con un progetto di “Spazio Ascolto”

Un progetto di educazione affettiva nelle scuole medie della città, costruito classe per classe, con il supporto di psicologi esperti dell’età evolutiva e l’obiettivo dichiarato di intercettare quel disagio sommerso che sempre più spesso attraversa la preadolescenza.

La proposta è stata illustrata in commissione consiliare dall’assessora all’Istruzione Giulia Negri, che ha spiegato come l’iniziativa nasca da una collaborazione con l’associazione Spazio Ascolto di Novara, realtà che ha già maturato esperienze analoghe in altri istituti scolastici.

«Si ritiene importante dare spazio al tema del disagio e di una sofferenza silente che sta colpendo sempre più ragazzi in età preadolescenziale», ha sottolineato Negri. Da qui la scelta di avviare un percorso strutturato, pensato non in modo generico ma calibrato sulle singole classi – al massimo due insieme – per favorire un clima di ascolto reale e non dispersivo.

Il progetto, ancora da definire nei dettagli operativi, punta a offrire agli studenti strumenti concreti per gestire la propria vita emotiva. L’obiettivo è insegnare un approccio adeguato alle emozioni: riconoscerle, comprenderle, trasformarle. Ma anche lavorare sull’affettività, sulla conoscenza di sé e delle proprie reazioni, sul rispetto dell’altro e sul rafforzamento dell’empatia, affinché non resti confinata a un gruppo ristretto di relazioni.

Dal punto di vista organizzativo, l’assessora ha parlato di un investimento compreso tra i 3 e i 4 mila euro per coinvolgere circa 50 seconde classi di tutte le scuole medie cittadine, comprese le paritarie. Il calendario previsto colloca gli interventi nel nuovo anno scolastico, tra ottobre e dicembre 2026.

Ogni classe parteciperà a due incontri per un totale di tre ore. Nei prossimi mesi l’amministrazione convocherà i dirigenti scolastici per definire il coordinamento interno e individuare gli insegnanti di riferimento.

Parallelamente al progetto in aula, resta attivo e potenziato lo sportello gratuito “Spazio Adolescenza”, già operativo nella sede dell’associazione, come ulteriore punto di ascolto per i ragazzi che sentano il bisogno di un confronto individuale.

In commissione non sono mancate le osservazioni critiche. La consigliera del Partito Democratico Milù Allegra ha riconosciuto lo sforzo dell’amministrazione, ma ha parlato di una «risposta timida. Apprezzo che abbia cercato di dare un servizio, ma 4 mila euro sono ben poco». Un rilievo che apre il tema della sostenibilità nel tempo del progetto e della sua eventuale estensione, qualora la domanda delle scuole e delle famiglie dovesse crescere.

Al di là del confronto politico, il dato che emerge è la consapevolezza – condivisa trasversalmente – che la scuola sia oggi uno dei luoghi privilegiati per intercettare fragilità che spesso restano invisibili. L’educazione affettiva non come materia aggiuntiva, ma come spazio strutturato in cui imparare a nominare le emozioni, a riconoscere la propria vulnerabilità e a costruire relazioni sane.

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore