Cittadella, Malagò: «Sono con voi, ma non si sacrifichi il futuro di alcuno sport»

Un caffè e un dolce, una breve chiacchierata e una passeggiata all’interno del centro. Nel mezzo uno spazio dedicato alla Città dello sport. Nel pomeriggio di ieri, martedì 4 febbraio, il presidente nazionale del Coni Giovanni Malagò ha fatto visita alla città di Novara in occasione dell’inaugurazione dell’anno sportivo piemontese e in particolare ha fatto visita a Novarello ospite della nuova dirigenza del Novara Calcio. Al presidente le autorità e il geometra Messina, tecnico del Novara Calcio e consulente esterno della società che ha vinto la selezione, hanno illustrato come diventerà la Cittadella dello sport parlando naturalmente dello stadio con i pennoni a riprendere le linee della Cupola antonelliana, della piscina, dello spazio per l’hockey, di un’area dedicata allo studentato e di una clinica sportiva a corredo del progetto stesso da dedicare alla riabilitazione e cura degli atleti.

 

 

Tra le tante autorità presenti la dirigenza Novara Calcio, l’assessore Marina Chiarelli, la referente Coni Rosalba Fecchio, il presidente Coni regionale Gianfranco Porqueddu, i campioni olimpici Mario Armano e Cosimo Pinto. «E’ una realtà che già conoscevo, – ha detto Malagò – ci sono tanti progetti simili, pochi stanno arrivando a conclusione, ancora meno hanno visto concretezza. La progettualità è l’unica strada possibile, non si può fare una scommessa su un mecenate o un appassionato. Servono progettualità e collaborazione. So cosa significa tutto questo perché sono stato presidente di società sportive e ho vissuto i problemi da vicino. Sono con voi, continuate così».

Proprio il presidente ha speso una parola importante anche per lo stadio Provini, che nei mesi scorsi ha sollevato non poche polemiche dal momento che il progetto ne prevede l’abbattimento. «Se qualche sport all’interno della città viene penalizzato, è giusto che il comune si impegni affinché quello stesso sport possa essere valorizzato altrove, penso al baseball e al softball. Non si deve sacrificare il futuro di uno sport, qualunque esso sia, a maggior ragione se con una storia importante».

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