Trecate, ambulanti arrabbiati: «Così il mercato andrà a morire»

Il nuovo disegno del mercato era stato fatto nel mese di giugno 2020, ma i commercianti lamentano vari problemi. Il sindaco: "Si doveva mettere in sicurezza, il provvedimento è stato concordato con le associazioni di categoria"

Sono particolarmente arrabbiati gli ambulanti del mercato del mercoledì a Trecate. Dopo poco più di un anno dalla nuova disposizione dei banchi (lo scorso giugno 2020, leggi qui) gli aspetti che non vanno sono molteplici: posteggi, mancanza di servizi igienici, divisione fra alimentari e non, mancano di corrente elettrica. E tanto auspicano un ritorno al passato, purché tutto a norma.

Il mercato prima si distribuiva in via Verdi, via Murello e via Mazzini, ora c’è più spazio fra un banco e l’altro e le vie appena citate sono dedicate a tutto ciò che non è alimentare a cui va aggiunto il posteggio di largo Leonardo Bianchi, mentre gli alimentari sono tutti nel posteggio di piazzale Martiri delle Foibe. «I posteggi non ci sono più, – spiegano gli ambulanti di frutta e verdura, salumi e formaggi e molto altro – le persone non vengono perché il primo spazio libero è il posteggio del cimitero, parecchio distante. Inoltre essere “isolati” non ci aiuta: abbiamo perso circa il 40% dei nostri clienti». Secondo i commercianti viene meno il senso del mercato: «Essere isolati fa perdere il fascino e il senso del mercato, perché prima le persone passeggiavano per le vie e avevano modo di vedere alimentari e altro insieme e c’era molta più probabilità che si potessero fermare perché attratti da qualcosa, ora invece devono venire apposta. Ogni camioncino che si vede posteggiato, – dice un ambulante – è non solo un’attività, ma una famiglia, una storia di questa famiglia». Mancano poi i servizi igienici: «Dobbiamo sempre andare al bar». Il problema è stato già preso in carico da Asl in contatto con l’amministrazione (leggi qui).

E poi ci sono i banchi che avevano acquistato lo spazio perché posto in una determinata area e ora con il nuovo disegno sono magari finiti alla periferia. «Con tanto entusiasmo abbiamo iniziato questa attività perché in pieno centro, – dice una coppia di giovani – ora siamo vicino al cimitero e ogni settimana finiamo di lavorare prima delle 12, prima fino almeno fino alle 13.45 servivamo clienti. Così non si può lavorare». Come spiegano gli ambulanti, gli spazi dei banchi sono stati disegnati prima di dare la possibilità di scegliere dove stare. «Non siamo stati ascoltati e di fatto non abbiamo scelto»: tanti condividono questo pensiero e la cartina torna sole sono le casse che si riempiono molto meno. «Ci hanno spiegato che lo spostamento era necessario al passaggio di ambulanze e forze dell’ordine, un ragionamento più che giusto, – spiega un altro commerciante – ci siamo spostati nell’area alimentari e al nostro posto in via Verdi c’è un altro banco, cosa è cambiato? Niente. Tutti ci saremmo dovuti spostare. Così facendo si è creato un enorme problema».

A fare una riflessione è il primo cittadino Federico Binatti: «Lo spostamento dei banchi del mercato era stato concordato e condiviso a suo tempo con tutte le associazioni di categoria, si tratta di un provvedimento preso da tempo e che è stato necessario per poter garantire sicurezza, – dice – il trasferimento degli alimentari nel parcheggio è dovuto alla richiesta, più che legittima, degli ambulanti, di avere le colonnine dell’Enel». Il sindaco rimarca sulla sicurezza: «Ora è tutto a norma, l’eventuale passaggio di vigili del fuoco, ambulanze, forze dell’ordine è ora possibile. Non solo in questo modo abbiamo anche garantito più spazio fra i banchi e abbiamo dato a ognuno metri quadrati in più a titolo gratuito».

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Elena Mittino

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