Slot machine: chi le aveva dovute rimuovere potrà reinstallarle

Slot machine: chi le aveva dovute rimuovere potrà reinstallarle. È solo una delle principali novità della proposta di legge approvata oggi, 21 maggio, dalla giunta regionale del Piemonte. Ora passerà all’esame del Consiglio per l’approvazione definitiva.

 

«Con questo disegno di legge investiamo un milione di euro l’anno per combattere la ludopatia e contemporaneamente saniamo un problema che si era creato con la vecchia legge, cioè la retroattività di una norma che danneggiava gli operatori legali di un settore in cui lavorano migliaia di persone», afferma l’assessore regionale Fabrizio Ricca.

Di parere totalmente opposto il consigliere democratico novarese Domenico Rossi, tra i principali fautori della legge attualmente in vigore: «Al centro del nuovo testo c’è la possibilità, per chi ha dismesso gli apparecchi come imposto dalle legge 9/2016, di rivolgere istanza per reinstallarli senza che ciò venga considerata nuova apertura. Fanno finta di non sapere che il problema è proprio l’eccesso di offerta degli ultimi decenni, a causa della quale è cresciuta la domanda ed è esplosa la patologia. In poche parole si vorrebbero spostare le lancette dell’orologio indietro nel tempo così da far tornare le slot nei bar e nelle tabaccherie annullando di fatto i risultati ottenuti con la legge in vigore».

Ma Ricca tira dritto e aggiunge: «Facciamo anche di più, però, perché per la prima volta verrà reso omogeneo su tutto il territorio regionale l’orario di chiusura degli apparecchi, evitando il pericolo di ‘pendolarismo del gioco’, e si introduce l’obbligo di utilizzare la tessera sanitaria per utilizzare le slot, accertando quindi l’età reale degli utenti e combattendo il gioco minorile. Siamo ovviamente aperti al dialogo con tutte le forze politiche che vorranno discutere seriamente in merito a questo testo, per migliorarlo e renderlo il più utile possibile per i cittadini e i lavoratori».

Tra le novità introdotte dal disegno di legge si segnalano:

* L’accertamento della maggiore età e la conseguente possibilità di utilizzo degli apparecchi per il gioco attraverso idoneo lettore del codice fiscale o della tessera sanitaria posizionato su ogni apparecchio del gioco lecito, nel rispetto della normativa in materia del trattamento dei dati personali.

* La Regione istituisce, presso l’Osservatorio Epidemiologico delle Dipendenze patologiche (OED
Piemonte), la Sezione tematica sul G.A.P., con funzione consultiva.

* Vengono stanziati 955mila euro annui per la lotta e il contrasto delle ludopatie, grazie all’utilizzo dei fondi ministeriali per la tutela della salute e il contrasto al gioco patologico.

* Per rendere omogenee sul territorio regionale le fasce orarie di interruzione quotidiana del gioco, i
titolari delle sale da gioco, delle sale scommesse e degli spazi per il gioco sono tenuti, nell’arco dell’orario di apertura previsto, a rispettare le fasce orarie di interruzione quotidiana del gioco. Fasce orarie che, a differenza del passato, saranno omogenee per tutto il territorio regionale, in modo da scongiurare il rischio del “pendolarismo del gioco”.

* Il distanziometro a 400 metri dai luoghi considerati sensibili (tra cui compro oro, bancomat, scuole, ospedali) non trova applicazione nei casi in cui il rispetto delle distanze ivi previste venga meno per fatti sopravvenuti. Cioè nel caso in cui l’apertura di questi luoghi sensibili avvenga cronologicamente dopo l’apertura dei locali in cui sono installati apparecchi per il gioco legale.

* Introduzione logo regionale e istituzione della giornata “Slot, no grazie!”

* Chi ha dismesso gli apparecchi in forza della legge 9/2016 può rivolgere istanza per reinstallarli senza che ciò venga considerata nuova apertura. Pertanto si elimina l’effetto di retroattività della vecchia legge.

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0 risposte

  1. Vorrei sottolineare l’assurdità dell’azione della Regione che decide di spendere un milione di euro dei contribuenti per rimediare ai danni delle slot machines e contemporaneamente consentirne l’installazione di nuove. Questa è buona amministrazione? E’ tutela dei cittadini? A me non pare né buona politica né buona amministrazione né buona economia.

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