Il carabiniere che salvò 4000 ebrei

In occasione della Giornata della Memoria le edizioni San Paolo ripubblicano il libro ”A testa alta” del giornalista Giuseppe Altamore che racconta una storia poco conosciuta ma bellissima sullo sterminio degli ebrei operato dal nazifascismo e di quanti Giusti cercarono in tutti i modi di salvarne il più possibile scegliendo di obbedire alla legge della coscienza invece che alla legge degli uomini.

Uomini come il capitano dei Carabinieri Massimo Tosti, la cui vicenda è venuta alla luce solo nel 1976 alla sua morte quando i figli vennero in possesso di un ampio dossier conservato dal padre, che mai in casa aveva raccontato questa storia, che ricostruiva con i documenti i fatti di cui trenta anni prima era stato protagonista.

Massimo Tosti era un capitano dei Carabinieri a Bordighera quando l’Italia fascista invase la Francia del Sud e lui fu aggregato al contingente di occupazione.

In quella zona della Francia sottratta alla giurisdizione tedesca e dello stesso Stato collaborazionista di Vichy Tosti riuscì a mettere in salvo moltissimi ebrei francesi, italiani e che da ogni parte d’Europa si erano rifugiati in Francia prima dell’occupazione Italo-tedesca.

Collaborando strettamente con un frate cappuccino Padre Benoit è un banchiere ebreo Italo-francese Angelo Donati diede agli ebrei ricercati documenti falsi, viveri, rifugi sicuri rischiando di essere sciopero dalla Gestapo che lo sospettava e lo teneva sotto controllo.

Dopo l’8 Settembre il capitano Tosti , per non mettere a repentaglio la vita della moglie incinta al nono mese e dei tre figli piccoli si presentò alla chiamata della Rsi ma facendo sempre il doppio gioco per cercare di salvare ebrei e partigiani finché non dovette nascondersi per sfuggire alla cattura.

Al termine della guerra per aver rifiutato di collaborare con certe forme di giustizia sommaria che gli ripugnavano aveva dovuto lui stesso difendersi da accuse false di collaborazionismo smentite da una forte mole di testimonianze a favore di ebrei e partigiano grati alla sua attività. Nell’Arma poi si congedò dopo aver raggiunto il grado di colonnello.

Il libro racconta un’avventura , l’avventura di un uomo , di un italiano, di un Carabiniere che ha scelto di essere fedele alla propria umanità e ai priori valori con la coscienza di fare solo il suo dovere.

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