Giulio Andreotti ha presieduto nella sua vita 3 governi con 3 maggioranze parlamentari opposte : il

primo è il Governo Andreotti/Malagodi, l’ultimo governo centrista( Dc e PLI erano il centro) o di centrodestra per differenziarlo dai governi di centrosinistra che avevano il Psi al loro interno. 

Andreotti lo presiede ma Giovanni Malagodi è il Ministro del Tesoro ma anche il leader del PLI che nelle ultime elezioni ha raggiunto il suo massimo risultato elettorale arrivando per la prima ed unica volta al 7%. È una maggioranza parlamentare risicata: il programma è fortemente atlantista, contro l’inflazione è monetarista ma avrà parecchi scioperi contro e vita breve.

Incredibilmente però Andreotti viene scelto da Aldo Moro per la prima maggioranza parlamentare che includerà il PCI , questo per rassicurare la parte più moderata della Dc, anche se una parte di questa ala moderata non si sentirà tranquilla proprio perché c’è Andreotti, ad esempio l’allora deputato novarese Oscar Luigi Scalfaro, i liberali invece rimarranno all’opposizione con i missini.

Infine Andreotti chiude il suo ultimo governo con la formula del pentapartito, con dentro sia i socialisti che i liberali e all’opposizione a volte anche dura il PCI. 

Nella cosiddetta seconda Repubblica nel 2000 Andreotti darà il suo sostegno , diremmo il suo patrocinio , all’esperimento fallito del partito di Democrazia Europea fondato dall’ ex segretario della Cisl D’Antoni, che voleva essere un partito di centro pronto a sostenere la destra o la sinistra in base ai programmi, si spera in base a questi.

Giuseppe Conte, pur arrivando alla politica molto più anziano di Andreotti, il

primo aveva già 50 anni contro i 25 del secondo, in molti meno anni e con una fortissima accelerazione riesce a seguire le orme del Divo Giulio.

Prima Conte da indipendente presiede un Governo quasi di centrodestra, con leggi molto dure nei confronti dell’ immigrazione  e delle proteste sociali insieme alla Lega, poi presiede un Governo con il Pd molto più europeista del

primo. 

Spodestato si rassegna a sostenere un Governo con il Pd e la Lega ma poi lo contesta duramente fino a farlo cadere. 

Intanto da indipendente diventa non solo un iscritto ma addirittura il leader dei 5 Stelle per i quali sceglie in queste elezioni una linea terzopolista , non con la destra ma nemmeno con la sinistra, poi si vedrà . 

Anche per Andreotti la differenza fra destra e sinistra valeva poco, l’importante erano le cose da fare e come i 5 Stelle affermava il primato del pragmatismo sulla politica, non era molto attento alla crescita del debito pubblico, riteneva che un certo assistenzialismo fosse dovuto e necessario. 

Come Conte anche Andreotti era un leader molto popolare, anche se per molti italiani di diverso parere era il Diavolo.

La principale differenza è che Andreotti non ha mai voluto incarichi di partito ma ha sempre voluto incarichi di governo in cui sfoggiare le sue indubbie capacità di mediazione e negoziazione.

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Pier Luigi Tolardo

Pier Luigi Tolardo

54 anni, novarese da sempre, passioni: politica, scrittura. Blogger dal 2001.

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