Adesso ferve la polemica sull’uso del contante e i suoi limiti, a che limite porre l’uso del contante per evitare evasione fiscale e lavoro in nero.

Oggi esistono molte carte di pagamento: il Bancomat che oggi hanno quasi tutti, anche negozianti e professionisti devono avere il Pos ma in compenso chiudono tanti ATM che poi sono i Punti Bancomat per prelevare : costa troppo l’affitto e poi spesso li fanno saltare in aria o li scardinano con i Bulldozer o piazzano dei congegni elettronici per rubarti la carta o il codice o tutti e due.

E poi carte di credito addirittura anche prepagate, carte per fare solo la benzina, pagare solo il caffè, acquistare su Amazon o nei supermercati. E poi ticket per pagare i pasti, prima cartacei ora solo elettronici.

Una volta c’erano solo i contanti o al massimo gli assegni negli anni ‘70, che poi gli assegni per accettarli ti dovevano conoscere e ti facevano pagare le spese bancarie, si accettavano solo dai clienti fedeli, li dovevi girare ma giravano tanti assegni a vuoto. Se eri un riccone la banca ti forniva degli assegni personalizzati. I poveri spesso facevano degli assegni postdati, era proibito ma molte cose le ho comprate anche io così .

Non c’erano le carte di credito per cui i negozi in cambio di un cappotto o una lavatrice accettavano una cambiale e spesso ci voleva un garante, i poveri compravano qualcosa solo a cambiali che si compravano in tabaccheria, alla Camera di Commercio c’erano dei grossi libri in cui venivano inseriti i protestati delle cambiali, quelli che non pagavano e non potevano più farle.

Molti negozi tiravano avanti con dei quadernetti dove segnavano quanto gli dovevi e poi a fine mese pagavi, molte volte non pagavano e allora sono nati i cartelli che i giovani non capiscono : per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno.

Ad un certo punto negli anni ‘80 la Zecca di Stato non produceva più abbastanza monete: per cui spesso si arrotondava per difetto o eccesso, oppure ti davano di resto dei francobolli, oppure delle caramelle oppure i gettoni telefonici che erano come moneta.

Poi venne l’epoca degli “ assegnini” o mini assegni, assegni emessi dai vari Istituti bancari, alcuni mai sentiti nominare, la Bpn fu una delle ultime a farlo per serietà, c’erano delle Banche che vendevano assegni per un valore di 100 mila lire a 80 mila lire , i mini assegni erano da 50, 100, 150, 200 lire, ad un certo punto la Banca d’Italia li proibì , non si sapeva nemmeno quanti ce ne erano in giro, era diventata una moneta alternativa.

Molti italiani non si fidavano della Lira, per cui compravano sterline d’oro, marenghi e non eri un vero riccone se in cassetta di sicurezza in banca non tenevi dei dollari o delle sterline o tutte e due.

In tutte le case si inventavano dei rifugi segreti con cassaforti inespugnabili , sempre poi scoperte ed espugnate anche con distruzione di pareti, torture e minacce se i proprietari erano in casa.

Eravamo così: molti poveri, molti così così , molti ricchissimi , diffidenti , furbacchioni , spaventati e scontenti .

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Pier Luigi Tolardo

Pier Luigi Tolardo

54 anni, novarese da sempre, passioni: politica, scrittura. Blogger dal 2001.

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