Non sarà soltanto una rassegna letteraria e non sarà nemmeno un festival nel senso tradizionale del termine. Per tre giorni il castello visconteo sforzesco di Novara si trasformerà in un luogo di incontri, racconti e riflessioni dove letteratura, giornalismo, musica e cinema dialogheranno per interrogare il presente attraverso il racconto del passato e delle vite individuali.
Da venerdì 12 a domenica 14 giugno arriva infatti “QUESTO NON È UN FESTIVAL”, il nuovo progetto culturale promosso dalla Fondazione Circolo dei lettori insieme al Comune di Novara, che porterà in città alcuni tra i più importanti protagonisti della scena culturale italiana: Serena Dandini, Niccolò Ammaniti, Vasco Brondi, Paolo Nori, Mario Calabresi, Jacopo Veneziani, Beppe Severgnini, Paolo Spaccamonti, Gup Alcaro e Samuel Romano.
Un appuntamento gratuito con 500 posti a sedere nel cortile del castello che gli organizzatori immaginano come il punto di partenza di un percorso destinato a consolidarsi negli anni A spiegarlo è l’assessore alla Cultura del Comune di Novara, Luca Piantanida, che ha ricordato come l’idea sia nata durante un evento con Alessandro Barbero. «Mi era piaciuta l’idea di dare un taglio non tradizionale a una manifestazione che raccontasse storie straordinarie. Ci abbiamo ragionato a lungo, confrontandoci con il Circolo dei lettori, e poi Giuseppe Culicchia ha costruito il programma. Questo è il punto zero di un progetto che vorremmo diventasse un appuntamento fisso per Novara in questo periodo dell’anno. Se in futuro arriveranno maggiori risorse dalla Regione, potremo pensare a una manifestazione più ampia e lunga di un solo fine settimana».

Anche la Regione Piemonte guarda all’iniziativa come a un investimento culturale destinato a crescere. L’assessora regionale alla Cultura, Marina Chiarelli, ha sottolineato il ruolo dell’ente non solo come finanziatore ma come soggetto attivo nella costruzione dei progetti culturali. «La Regione vuole essere un contenitore che non offre soltanto risorse economiche, ma mette a disposizione competenze e know how. L’auspicio è che questa rassegna possa mettere radici sul territorio e che il Circolo dei lettori diventi sempre più ciò che deve essere: un punto di riferimento culturale diffuso».
A evidenziare l’identità del nuovo evento è stato anche il presidente della Fondazione Circolo dei lettori, Giulio Biino. «È un festival che racconta la Storia con la S maiuscola, ma che la racconta attraverso l’intreccio delle vite quotidiane. Un programma volutamente contaminato da linguaggi diversi, dalla musica al cinema, perché oggi le storie si raccontano attraverso forme espressive differenti».
L’idea alla base della manifestazione è quella di esplorare i momenti di svolta, individuali e collettivi, in cui le storie personali si intrecciano con la grande Storia. Un percorso che attraversa la nascita della Repubblica italiana, le trasformazioni dell’Europa, le inquietudini della letteratura e le cronache contemporanee, con l’obiettivo di offrire strumenti per comprendere meglio il tempo presente.
L’apertura con Serena Dandini e le Madri Costituenti
Ad inaugurare il programma, venerdì 12 giugno alle 18, sarà Serena Dandini, in dialogo con Marina Pierri, con l’incontro Le donne della Costituzione, tratto dal libro Paura non abbiamo. Le donne che hanno fatto la Repubblica. Un viaggio tra le figure delle Madri Costituenti e il loro contributo alla costruzione della democrazia italiana.
La serata proseguirà con un aperitivo musicale accompagnato dal dj set di Mr Barini e si concluderà alle 21.30 con la proiezione del capolavoro di Alfred Hitchcock The Lodger, ambientato nella Londra di Jack lo Squartatore. Il film sarà proposto con una colonna sonora eseguita dal vivo da Paolo Spaccamonti e Gup Alcaro, in un intreccio tra cinema, musica e sperimentazione sonora.
Vasco Brondi, Ammaniti e Paolo Nori protagonisti del sabato
Sabato 13 giugno il programma si aprirà alle 18 con Vasco Brondi e il suo incontro Non fare niente, e altre forme d’arte, dedicato ai temi della creatività e della ricerca spirituale.
Alle 19 sarà la volta di Niccolò Ammaniti, che dialogherà con Marco Peano attorno al romanzo Il custode, affrontando temi come identità, paure e relazioni familiari.
Dopo l’aperitivo musicale con il dj set di Footloosing, la giornata si chiuderà alle 21 con Paolo Nori e il suo racconto di Delitto e castigo, una rilettura del capolavoro di Dostoevskij attraverso i personaggi e le contraddizioni che continuano a parlare ai lettori contemporanei.
Domenica tra giornalismo, arte e geopolitica
La giornata conclusiva, domenica 14 giugno, si aprirà alle 11 con Mario Calabresi e l’incontro Le vite degli altri: cronache che diventano Storia, dedicato al rapporto tra giornalismo, memoria e costruzione del racconto collettivo.
Nel pomeriggio spazio all’arte con Jacopo Veneziani e Non chiamatele muse!, un percorso che restituisce visibilità alle artiste spesso escluse dai manuali e dalla narrazione ufficiale della storia dell’arte.
Alle 19 salirà sul palco Beppe Severgnini con Il comunismo è morto, le dittature no, una riflessione sui cambiamenti geopolitici degli ultimi decenni e sulle nuove forme di autoritarismo.
A chiudere la manifestazione sarà il dj set di Samuel Romano, che accompagnerà il pubblico nell’ultimo aperitivo musicale del festival.
“QUESTO NON È UN FESTIVAL” è organizzato dalla Fondazione Circolo dei lettori e dal Comune di Novara, con il sostegno della Regione Piemonte, la collaborazione della Fondazione Castello e il supporto della Libreria Lazzarelli.








