«Ti ammazzo»: minacce, botte e terrore in casa. Due donne, due ex compagni condannati

Due storie di prevaricazione, psicologica e fisisa, da parte dell’uomo con cui si erano fatti certamente altri progetti. Storie simili che si sono incrociate in tribunale lo stesso giorno: vittima lei, impuitato lui. Ed entrambe hanno avuto la stessa conclusione: l’ex compagno, autore di tutta una serie di violenze casalinghe, è stato condannato a 3 anni.

Una donna residente nel Borgomanerese si era sentita dire frasi come: “Sei una mantenuta, una nullità. Non sei in grado di gestire la tua vita, sei pazza: vai a farti curare perché se entri in Psichiatria non ne esci più”. Era stato un martellamento quasi quotidiano che aveva provocato nel corso del tempo un grave stato d’ansia. Lui se l’era presa anche coi genitori della donna, insultandoli, denigrandoli. E, quando lei aveva deciso di andarsene portandosi via il figlio, l’aveva minacciata dicendole: “Te la faccio pagare”. Per questi fatti D.M.B, 51 anni, oggi residente a Milano, è stato condannato a 3 anni e mezzo di reclusione per maltrattamenti in famiglia e lesioni, imputazioni da lui sempre negate. Dovrà anche risarcire dei danni la vittima.

Al centro del processo episodi accaduti fra il 2020 e l’agosto del 2024 nei diversi paesi e città in cui la coppia ha abitato: Gargallo, Borgomanero, Arona, Milano. C’erano state aggressioni fisiche: quella dell’agosto del 2022, per esempio, quando l’uomo aveva afferrato l’ex compagna per i capelli spingendola in direzione dell’ascensore. A dicembre, a un incontro per lasciare il figlio al padre per il week end, lei si era sentita dire: “Ti ammazzo”. E ancora percosse il 15 agosto di due anni fa quando alla stazione di Arona l’aveva afferrata per il collo e l’aveva sbattuta contro l’auto.

Una storia simile quella di una ventenne residente a Cerano che ha avuto una storia con G.M., 27 anni: due anni fa lei aveva detto basta e aveva cercato di scappare. Lui l’aveva rincorsa e trascinata dentro il suo furgone: “Ti uccido”. Una delle tante minacce: “Avvisa tua madre che oggi ti ammazzo”, le aveva detto in un’altra occasione.

Anche lui è stato condannato a 3 anni e 4 mesi per maltrattamenti in famiglia, lesioni e violazione del divieto di avvicinamento. La vittima, testimoniando al processo, ha parlato dell’aggressività del compagno, che aveva paura di essere lasciato. Nel corso di un litigio l’aveva presa per il collo, quasi a strozzarla. E, per non far sentire le urla delle liti ai vicini, accendeva la musica ad alto volume. Minacce di morte e insulti erano molto frequenti.

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