Spaccio a chilometro zero: ai domiciliari vende hashish a due ragazzini nel cortile di casa

In un’epoca che ha sdoganato le virtù del lavoro agile, c’è chi ha pensato bene di applicare i principi dello smart working anche all’imprenditoria criminale. A Fontaneto d’Agogna, un 47enne italiano già confinato agli arresti domiciliari ha deciso di non rinunciare al fatturato, allestendo un comodo bancone dello spaccio a “chilometro zero”: direttamente nel cortile del proprio condominio.

La brillante intuizione logistica, che garantiva un innegabile risparmio sui tempi di spostamento, si è però scontrata con i controlli dei Carabinieri di Borgomanero. Nel pomeriggio del 21 ottobre, i militari hanno sorpreso l’uomo esattamente nel momento della transazione, mentre cedeva hashish a una clientela decisamente acerba: due ragazzini di soli 16 e 17 anni. I minori, fermati a pochi passi dal condominio, avevano in tasca la modica quantità di due grammi di fumo appena acquistati.

La successiva perquisizione domiciliare ha trasformato il sospetto in una certezza da magazzino all’ingrosso. Nell’appartamento dell’uomo i militari hanno scovato altri 72 grammi di hashish, in parte già comodamente sporzionati per il vicinato, oltre all’immancabile kit del mestiere: bilancino di precisione, coltello intriso di resina, materiale per il confezionamento e denaro contante. Un’esposizione merceologica che gli è costata un immediato e coatto trasferimento di residenza: dopo la convalida del nuovo arresto per direttissima, l’Autorità Giudiziaria ha stabilito che l’uomo non fosse più idoneo alla confortevole detenzione casalinga, revocando i domiciliari e spedendolo dritto nel carcere di Novara.

L’episodio di Fontaneto è solo l’ultimo capitolo di un’emergenza che da sei mesi tiene occupate le Forze dell’Ordine nell’Alto Novarese. Un quadrante territoriale dove il mercato degli stupefacenti guarda con insistenza al ribasso anagrafico: già in estate, tra Cureggio e Borgomanero, un’imponente indagine aveva smantellato una rete dedicata quasi esclusivamente a rifornire i giovanissimi. Un target redditizio e vulnerabile per cui il pusher di zona, a quanto pare, non ha nemmeno più bisogno di scendere in strada. Gli basta citofonare.

© 2026 La Voce di Novara
Riproduzione Riservata