Dopo aver preso le distanze dalle barricate estive degli ambientalisti, convergendo a sorpresa con il sindaco Alessandro Canelli sull’eccesso di polemiche attorno al cantiere, il capogruppo del Movimento 5 Stelle Mario Iacopino ha rilanciato la palla nel campo della maggioranza. Il progetto definitivo di Piazza Martiri ha trovato la sua quadratura superando i paletti della Soprintendenza, ma il dibattito sul futuro del salotto buono di Novara, al netto degli scontri politici, necessita ora di un vero e costruttivo confronto popolare. Per questo, l’esponente pentastellato ha preso carta e penna indirizzando una formale lettera aperta al primo cittadino per chiedere l’avvio immediato di una consultazione pubblica.
Iacopino ha sgombrato subito il campo da possibili equivoci, ribadendo di condividere pienamente la scelta di pedonalizzare la piazza per restituirla ai novaresi. «Pur comprendendo la complessità dell’intervento e i rigidi vincoli storici da tutelare» il capogruppo del M5S ha sottolineato che «essere a favore della pedonalizzazione non implica considerare intoccabile o ottimale ogni singola soluzione tecnica e architettonica prevista dalle carte». La sua, precisa, non è una mossa di ostruzionismo né la pretesa di azzerare il lavoro svolto finora, ma la richiesta di un’azione democratica che apra un reale spazio di ascolto per perfezionare l’opera in corsa.
La proposta concreta recapitata sul tavolo del sindaco è studiata per non intralciare in alcun modo le tempistiche del cronoprogramma dei lavori. L’intento è «raccogliere le idee della cittadinanza senza causare alcun ritardo all’apertura dei cantieri». Gli strumenti suggeriti da Iacopino spaziano dall’organizzazione di assemblee aperte all’allestimento di presidi informativi direttamente in piazza, fino all’attivazione di una piattaforma digitale dedicata. «Un percorso che dovrebbe concludersi con una restituzione trasparente dei risultati alla città, spiegando in modo chiaro quali suggerimenti tecnici possano essere accolti e quali, per ragioni progettuali o burocratiche, debbano essere respinti» ha spiegato.
«La vera sfida – ha ribadito il capogruppo del M5S – non si esaurisce infatti nella semplice rimozione delle automobili, ma impone di immaginare lo spazio da qui ai prossimi trent’anni. Cittadini, associazioni e commercianti sono chiamati a interrogarsi sull’equilibrio tra aree verdi, zone d’ombra e pavimentazione per contrastare la calura estiva, definendo al contempo gli spazi da dedicare a famiglie, giovani, cultura ed eventi. Ascoltare i novaresi non significa bloccare i lavori, ma convogliare le energie positive superando le divisioni».








