Il governatore Cirio: «Ricostruire il Piemonte con un patto di unità»

Ricostruire il Piemonte con un patto tra tutte le forze politiche, economiche e sociali su tre temi centrali del 2021: la sanità, gli investimenti del Recovery Plan e la programmazione dei fondi europei 2021-2027. È l’obiettivo che il presidente della Regione Alberto Cirio e tutti gli assessori hanno proposto nel corso della videoconferenza stampa di inizio anno.

Citando il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il presidente Cirio ha sottolineato che è «il momento di essere costruttori per portare il Piemonte fuori da questa crisi. Dobbiamo costruire, e dobbiamo farlo insieme, per garantire un futuro migliore ai nostri ragazzi. Ma per farlo dobbiamo parlare con una voce sola. Noi mettiamo sul tavolo la nostra visione, che dalle prossime settimane andremo a presentare provincia per provincia per raccogliere le varie istanze. Le idee le abbiamo ben chiare, e vogliamo condividerle nel modo più trasparente possibile».

Per quanto riguarda la sanità, l’assessore Luigi Icardi ha annunciato “la costituzione dell’azienda sanitaria Zero, che dovrà rendere più efficiente l’organizzazione del servizio sanitario, contrastare l’attuale frammentazione organizzativa aziendale assicurando equità nell’assistenza, gestire le attività di 118, 112, 116 e 117, centralizzare gli acquisti, coordinare i magazzini e la logistica».

Tanti gli obiettivi nei diversi settori per il 2021: il contratto di servizio con Trenitalia, la nomina dei commissari straordinari per le grandi opere, lo sblocco delle risorse da Roma per l’alluvione del 2/3 ottobre, la revisione della l.r. 3/2010 sulla casa, il superamento dell’attuale modello incentrato sulle strutture residenziali per anziani e il potenziamento della gestione domiciliare, la riduzione delle barriere architettoniche in ambito pubblico, la predisposizione di un nuovo testo unico sull’urbanistica (e la conseguente abrogazione della l.r. 56/77), incentivi per l’acquisto e il recupero di case di montagna, la proroga della vendita dei voucher vacanza fino al 30 giugno 2021, la pubblicazione del bando e la successiva promozione dei distretti urbani del commercio, la parziale riapertura del Museo regionale di Scienze naturali, la costruzione di una nuova rete dei servizi formativi basata su Academy sviluppate sui distretti industriali e sulle esigenze delle aziende, l’avvio di una campagna contro lo spreco del cibo, un nuovo piano di tutela delle acque, una nuova legge sui rifiuti con il raggiungimento dell’obiettivo del 65% di differenziata, il varo di una Sport Commission per l’attrazione dei grandi eventi sportivi. Infine, l’inizio dei lavori per la riapertura della Palazzina di Caccia di Stupinigi, con cui segnare nel campo della cultura un’altra pagina importante della storia del Piemonte come lo è stata la Reggia di Venaria. Tra di essi anche l’ultimazione del grattacielo della Regione.

 

 

L’assessore al Bilancio Andrea Tronzano ha poi tracciato la situazione finanziaria dell’ente: “Nel 2021 il gettito sarà minore di 120-150 milioni, mentre nel 2020 lo è stato di 200 milioni, di cui solo 139 rimborsati dallo Stato. Nonostante le minori entrate sono state saldate tutte le rate dei mutui per un totale di 430 milioni, cifra che nel 2021, pur non avendo contratto nuovi debiti, salirà a 555. Comunque, stiamo riuscendo a non gravare con ulteriori debiti sulle generazioni future e continuiamo a mantenere l’equilibrio di bilancio, dare liquidità e sostenere gli investimenti. Nel 2020 inoltre non solo abbiamo pagato tutti i debiti ma abbiamo anche ridotto la pressione fiscale con l’esenzione sul bollo auto per l’acquisto degli euro 6, il taglio dell’IRAP per le nuove aziende e dell’accisa sulla benzina».

In tema di semplificazione, l’assessore Maurizio Marrone ha evidenziato che «vogliamo mettere l’economia nelle condizioni di lavorare in modo efficiente e puntiamo quindi a ridurre la burocrazia introducendo per tutte le pratiche regionali il meccanismo dell’autocertificazione, seguita poi da un unico passaggio di controllo dei dati e dei documenti. Inizieremo dai settori più strategici per imprese: ambiente, sicurezza sul lavoro e sicurezza alimentare».

Sul fronte dell’emergenza sanitaria, l’assessore Icardi ha elencato le principali decisioni assunte: «Emanazione di oltre 50 ordinanze per le misure di contenimento del contagio, costituzione dell’Unità di Crisi e del Dirmei, creazione di una piattaforma informativa Covid e di una mappa interattiva sui contagi, costante aggiornamento del piano pandemico, incremento della telemedicina e della sanità digitale, attivazione numero verde per le chiamate sanitarie 800.19.20.20, messa online del portale www.salutepiemonte.it per far interagire i cittadini in via telematica con il sistema sanitario ed evitare code per le prenotazioni, distribuzione di 34,2 milioni di dispositivi di protezione individuale, reclutamento di 4800 operatori sanitari, 55 milioni di bonus al personale sanitario (di cui 36 finanziati direttamente dalla Regione), 35 milioni per recuperare le liste di attesa, aumento da 2 a 32 dei laboratori che analizzano i tamponi, acquisto di 2,4 milioni di test rapidi, duplicazione (da 327 a 614) delle terapie intensive e triplicazione (da 135 a 550) delle terapie subintensive con un investimento di altri 22 milioni per un ulteriore potenziamento in Fase3, 41 milioni di ristori alle Rsa e 1 milione di test rapidi per lo screening di ospiti e personale delle Rsa».

In conclusione, il presidente ha ricordato anche il programma di aiuti costituito dal piano RipartiPiemonte: 159 misure, di cui 112 già attivate, per un valore complessivo di 1,8 miliardi di euro.

Critica la posizione del presidente del Pd in consiglio regionale Raffaele Gallo: «La calza della Befana che il Presidente Cirio ha regalato oggi ai piemontesi è piena di promesse vuote e critiche al passato e priva di contenuti. La sua gestione della prima fase della pandemia è stata disastrosa, ma quella della seconda ondata, nonostante tutti i nostri inviti ad arginarla in anticipo, è stata ben peggiore: scarsità di tamponi, terapie intensive al collasso, confusione nella gestione dei contagi. Il Riparti Piemonte che avrebbe dovuto rilanciare la nostra Regione, prostrata dalla pandemia, è stato un fuoco di paglia e si è distinto per la scarsità di risorse: circa 150 milioni e non certo i 700 milioni annunciati da Cirio».

«La sanità che Cirio ha ereditato – prosegue Gallo – è decisamente migliore di quella che lui ha lasciato, come componente della giunta Cota, all’amministrazione Chiamparino: invece di un piano di rientro si è ritrovato con un imponente piano di investimenti per l’edilizia sanitaria; anziché il blocco delle assunzioni, lo sblocco del turn-over e le prime politiche di potenziamento del personale; politiche che non hanno risolto tutti i problemi del Piemonte, ma hanno portato la nostra regione sul podio della classifica dei livelli essenziali di assistenza nazionali. Questo continuo scaricare i problemi sul passato, dopo più di un anno e mezzo di legislatura, è stucchevole. La politica della giunta Cirio – conclude Gallo – si è contraddistinta per la mancanza di una visione e per l’incapacità di prevedere interventi con un’efficacia a lungo termine: contributi una tantum a pioggia non servono a far ripartire il Piemonte, ma sono semplici cure palliative. Purtroppo, da quello che abbiamo sentito, non crediamo che nel 2021 il centrodestra potrà dare al Piemonte nulla di più che slogan come in questo anno. I nostri cittadini invece meritano misure concrete di sostegno e di rilancio per far ripartire l’economia e tutelare le fasce più vulnerabili della popolazione».

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