Ciclabile a Sant’Agabio, il Comune ricalibra il percorso: tracciato ibrido in via Casorati per salvare i fondi Pnrr

Niente braccio di ferro, vince la linea del dialogo. Dopo le perplessità sollevate nei giorni scorsi da residenti e commercianti, culminate in una raccolta firme per chiedere una revisione dell’opera, il comune di Novara ha scelto di ricalibrare il progetto della nuova pista ciclabile di Sant’Agabio. Una mediazione che permette di accogliere le istanze del quartiere senza però mettere a rischio le scadenze dei finanziamenti europei.

Il nuovo percorso: da corso Milano a via Casorati

La soluzione individuata dai tecnici ridisegna in modo netto la mappa dell’intervento, allontanandosi in parte dal tracciato inizialmente previsto su corso Milano. La nuova corsia dedicata alla mobilità dolce percorrerà infatti solo un primo tratto della viabilità principale, per poi deviare in via Morazzone. Da lì, il percorso andrà a innestersi direttamente in via Casorati, andando incontro alle alternative proposte dagli stessi cittadini in base al Piano Urbano della Mobilità Sostenibile. In quest’ultimo tratto, per adattarsi al meglio alla conformazione della strada, la ciclabile assumerà una veste ibrida, con un tracciato promiscuo destinato a far convivere pedoni e biciclette.

Zoccali: «Un dovere di ascolto, ma il progetto originario era valido»

A fare il punto su questa variazione in corso d’opera è l’assessore ai Lavori Pubblici, Rocco Zoccali. L’esponente della giunta ci tiene a precisare che «il progetto originario era tecnicamente corretto e rispondeva alle esigenze dettate dal codice della strada». L’amministrazione non vive dunque questa modifica come un passo indietro o una bocciatura tecnica, ma come «una precisa scelta di ascolto nei confronti del territorio». L’unico vero errore, ammette Zoccali con pragmatismo, è legato al difetto di comunicazione: i residenti andavano informati preventivamente sull’impatto dei cantieri: «Il progetto andava presentato e andavano spiegate le motivazioni delle scelte fatte, così passa per un errore o peggio un pasticcio ed invece risponde alle esigenze di dialogo o meglio di ascolto, sia pur di ragioni di parte».

La corsa contro il tempo per i fondi europei

A dettare i tempi serrati dei lavori, e la necessità di trovare un accordo rapido senza impantanarsi in dispute legali, sono i rigidi vincoli legati al Pnrr. Il progetto è infatti finanziato con risorse europee che impongono scadenze inesorabili: l’opera deve essere spesa e interamente rendicontata entro il prossimo mese di giugno. «La necessità assoluta per l’amministrazione – ha ribadito l’assessore – è quella di portare a casa la partita nei tempi previsti. Un eventuale blocco o un ritardo significativo significherebbero infatti perdere le coperture, costringendo il comune a gravare sulle proprie casse per una cifra che si aggira intorno ai due milioni di euro.

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Immagine di Luca Galuppini

Luca Galuppini

25 anni, laureato con lode in Politics, Philosophy and Public Affairs all'Università degli Studi di Milano, lavora come addetto stampa.