Un inizio di 2026 all’insegna dei fiocchi rosa e azzurri. Mentre l’Italia continua a fare i conti con un inverno demografico che sembra inarrestabile, l’ospedale Santissima Trinità di Borgomanero va in netta e felice controtendenza. I dati registrati nel primo trimestre dell’anno dal Punto Nascita raccontano infatti di un significativo e confortante boom di nascite.
I numeri del record: verso quota 900 nati
Le cifre parlano da sole: nei primi tre mesi del 2026 i nuovi nati sono stati ben 216. Un balzo in avanti di 49 unità rispetto ai 167 bimbi venuti alla luce nello stesso periodo del 2025. Proiettando questo trend di crescita sull’intero anno, l’ospedale borgomanerese potrebbe arrivare a sfiorare la soglia dei 900 parti entro fine dicembre.
«La popolazione riconosce il nostro Punto Nascita come una struttura a misura di donna e di bambino, attenta ai bisogni delle neomamme e delle coppie», ha dichiarato con soddisfazione Alberto Arnulfo, da pochi giorni nominato nuovo direttore della struttura complessa di Ostetricia e Ginecologia. Arnulfo ha tenuto «a ringraziare tutta l’equipe, dai medici alle ostetriche, fino agli infermieri e agli specialisti di Anestesia e Rianimazione diretti da Davide Colombo, per la capacità di coniugare la massima efficienza organizzativa con la fondamentale umanizzazione dell’assistenza».
Il ruolo da protagonisti dei papà e la “pelle a pelle”
L’attrattività del presidio di Borgomanero risiede proprio in questa filosofia di accoglienza totale del nucleo familiare. Simona De Franco, direttore della Pediatria e Neonatologia, ha sottolineato come la preparazione della famiglia sia un pilastro del percorso nascita: «Abbiamo scelto di promuovere l’approccio multidisciplinare dei professionisti della salute e, dall’altro lato, di includere attivamente la famiglia nel suo complesso».
Un’inclusione che passa per la valorizzazione della figura paterna. Al Santissima Trinità, infatti, i papà non solo sono presenti nella tradizionale sala parto, ma vengono ammessi accanto all’isola neonatale persino all’interno della sala operatoria in caso di taglio cesareo. Questo permette loro di assistere fin dai primi istanti di vita del bambino, potendolo tenere in braccio e praticando l’importante contatto “pelle a pelle”. Inoltre, il Nido incentiva la presenza dei padri in reparto per ben 12 ore diurne, affinché possano sostenere concretamente le mamme e accrescere il proprio senso di genitorialità.
Un punto di riferimento per il territorio
Il risultato raggiunto in questi primi mesi del 2026 è il coronamento di una strategia mirata. A tirare le somme è stato Angelo Penna, direttore Generale dell’Asl Novara, che ha elogiato il lavoro sinergico della squadra ospedaliera, capace di mettere costantemente al centro la donna e il nascituro. «L’incremento delle nascite e la crescente scelta da parte delle future mamme di partorire a Borgomanero – ha concluso Penna – confermano il ruolo di questo ospedale come assoluto punto di riferimento clinico-assistenziale per tutte le donne del nostro territorio».







