Tendere la mano agli alleati mentre, con l’altra, si rovescia il tavolo. La presentazione ufficiale dell’organigramma di Futuro Nazionale a Novara si è consumata lungo questa sottile linea rossa: una formale disponibilità a dialogare con il centrodestra in vista del 2027, blindata però da condizioni preliminari non negoziabili e accompagnata da un implacabile fuoco di fila contro i vertici della coalizione. Una strategia dell’aut-aut che trasforma l’invito al confronto in una prova di forza tutta interna all’area conservatrice novarese.
Al tavolo dei relatori si sono alternati il coordinatore provinciale Mauro Gigantino, il coordinatore cittadino Giorgio Fornaroli, il vicecoordinatore regionale Davide Titoli, la referente welfare e inclusione piemontese Rosa Criscuolo e il coordinatore regionale Emanuele Pozzolo, affiancati tra gli altri dal vice provinciale Pasquale Macchione, da Dino Giuliano e dal capogruppo in consiglio comunale Michele Ragno.
La rotta verso il 2027: due nomi pronti e no ai civici
L’orizzonte temporale fissato dalla dirigenza del partito è stringente. «L’obiettivo è quello di radicarsi capillarmente nei quartieri del capoluogo e in tutti i centri della provincia, aprendo a breve una sede fisica e strutturando dipartimenti guidati da competenze specifiche» ha spiegato Mauro Gigantino che vede questa strategia «completamente diversa da quella di chi fino ad oggi ha occupato poltrone solo per fedeltà al capo o peso elettorale».
In ottica elezioni comunali 2027, Futuro Nazionale non intende recitare la parte della comparsa: sul tavolo ci sarebbero già due profili per la corsa a sindaco di Novara. «Due figure rigorosamente politiche, perché la scorciatoia delle candidature civiche rappresenta l’ammissione del fallimento della politica e un’inutile rincorsa all’antipolitica» ha dichiarato Emanuele Pozzolo. Il messaggio recapitato al tavolo del centrodestra è netto: se non ci sarà convergenza, la corsa in solitaria non fa paura, con l’ambizione dichiarata di arrivare al ballottaggio e con una certezza numerica sbandierata ai quattro venti: «senza i voti di Futuro Nazionale il centrosinistra conquisterà Palazzo Cabrino» ha tuonato Pozzolo.
Il fuoco incrociato sugli alleati: da Meloni a Cirio fino alla Lega
La parte più incisiva della conferenza stampa è coincisa con una raffica di attacchi mirati quasi esclusivamente verso gli attuali partner di governo. Nel mirino di Emanuele Pozzolo è finita innanzitutto Giorgia Meloni, accusata di «rincorrere costantemente l’agenda politica di Roberto Vannacci» e di «perdere lucidità, scadendo in misure inconsistenti sulle classi separate o sui divieti del velo, fumo negli occhi rispetto al vero “sovranismo sociale” che dovrebbe occuparsi della povertà reale delle famiglie anziché distribuire mance».
Bordate pesantissime sono state riservate anche alla Lega, ritenuta un interlocutore al momento impraticabile a causa degli attacchi rivolti dai vertici regionali a Vannacci. «Per dialogare con noi ci va rispetto, se la linea è quella degli insulti da postribolo che il segretario regionale Riccardo Molinari ha rivolto a Vannacci per quanto ci riguarda con la Lega è impossibile dialogare in questa fase con dei bifolchi che insultano gli altri» ha dichiarato senza mezze misure Pozzolo.
Nemmeno Forza Italia e il governatore piemontese Alberto Cirio sono stati risparmiati. «Ci stano simpatici anche quelli che sono un po’ mollicci nel centrodestra» ha affermato Pozzolo, ma «di fronte alle recenti dichiarazioni di Alberto Cirio circa l’incompatibilità verso Futuro Nazionale, mi domando come Forza Italia possa dirsi incompatibile con i nostri valori pur governando a braccetto con Fratelli d’Italia». Secondo il leader regionale del movimento guidato da Roberto Vannacci «questo atteggiamento divisivo rischia solo di consegnare la Regione al centrosinistra».
Apertura al dialogo, ma a condizioni non negoziabili
Nonostante il fuoco di sbarramento, Futuro Nazionale non ha chiuso la porta al confronto con la coalizione novarese, ma ha subordinato qualunque trattativa a condizioni perentorie. L’interlocutore naturale resta il senatore Gaetano Nastri, figura dominante di Fratelli d’Italia all’ombra della Cupola.
A chiarire la linea sono stati sia Davide Titoli sia Mauro Gigantino, rimarcando di essere aperti al dialogo e al confronto. «Conoscendo il senatore Gaetano Nastri credo che il dialogo sia fattibile, ma bisogna partire da alcuni presupposti: il primo passo è fare ammenda su quanto accaduto con la revoca delle deleghe in consiglio provinciale a Mauro Gigantino» ha spiegato Titoli. Più dure le affermazioni di Pozzolo: «Nastri ci deve chiamare, invitare a cena e ridare le deleghe a Gigantino e far rientrare nella maggioranza il gruppo in consiglio comunale a Novara se non vuole consegnare la città al centrosinistra».
Un accordo da stringere in tempi brevissimi, ben prima della pausa natalizia, per evitare che i destini del centrodestra novarese prendano strade definitivamente inconciliabili. «Ogni giorno che passa è un giorno perso, non possiamo aspettare che il centrodestra si svegli dopo Natale. Se si vuole parlare il tempo non è molto dilatabile se si vuole vincere, altrimenti non credo che sia impossibile che un nostro candidato a Novara possa impegnarsi seriamente per arrivare al ballottaggio» ha chiuso Pozzolo.








