Accusava il marito di satanismo e abusi sul figlio: 53enne condannata per maltrattamenti

Lo accusava di far parte di una genia di satanisti e continuava a dirgli che doveva farsi curare. E, ancora più grave, lo definiva spesso «malato pervertito», sostenendo addirittura che abusasse del figlio minore. Anni di vessazioni e accuse ingiuste, sopportate, rivelatesi completamente false. Lui aveva anche tollerato l’avvicinarsi della moglie a una sorta di santone di gruppi religiosi particolarmente rigidi e rigorosi; poi, dopo la separazione, la decisione di denunciarla per quanto patito.

Un caso di maltrattamenti in famiglia che ha avuto come vittima un cinquantasettenne di Novara, uno dei pochi casi in cui la vittima è un uomo: si è concluso in tribunale con la condanna dell’ex moglie A.S., una donna di 53 anni residente in un paese della Bassa Novarese, a 2 anni e mezzo di reclusione e la pena accessoria della sospensione della potestà genitoriale. I giudici hanno anche stabilito per la vittima una provvisionale di 5 mila euro come risarcimento del danno.

L’uomo, tre anni fa alle forze dell’ordine, aveva parlato di aggressioni verbali e fisiche, umiliazioni, ingiurie, percosse, schiaffi, che avevano provocato uno stato di sofferenze e prostrazione. Quella dei presunti abusi subiti del figlio era una vera e propria ossessione, per la donna, tanto che lei nel corso del tempo ne aveva parlato col parroco, coi servizi sociali, con tutti i professionisti che avevano avuto contatti con la famiglia.

Era arrivata perfino a denudare il figlio e sottoporlo a ispezioni corporali, per trovare a tutti i costi conferme alla sua teoria. Ma tali conferme non erano mai arrivate, non c’erano riscontri, e perfino il bambino le aveva detto più volte che il padre non gli aveva mai fatto nulla: «Vergognati, sei un bugiardo», ribatteva lei. Il marito aveva anche registrato col cellulare alcuni insulti e frasi offensive e deliranti della donna, registrazioni prodotte durante il processo.

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