Silicon Box, il ministro Urso venerdì a Novara. Il sindaco Canelli: «Lavori dalla primavera 2027»

Il progetto esecutivo entro la fine dell’anno e l’apertura del cantiere nella primavera del 2027. Il sindaco di Novara Alessandro Canelli indica le prossime tappe dell’insediamento di Silicon Box, la maxi fabbrica di semiconduttori destinata a sorgere ad Agognate in un’area adiacente al polo logistico di Amazon. Un investimento complessivo da 3,2 miliardi di euro, sostenuto da un contributo pubblico di 1,3 miliardi.

L’aggiornamento è arrivato sabato, durante la festa provinciale della Lega. «Invitalia ha concluso l’istruttoria e ora attendiamo la delibera, che dovrebbe arrivare a breve – ha spiegato Canelli –. Nel frattempo si sta lavorando al progetto esecutivo, al quale seguirà la richiesta del permesso di costruire. Se il percorso procederà secondo il programma, entro la fine della primavera del 2027 potrebbero iniziare i lavori».

Il passaggio presso Invitalia è uno degli snodi amministrativi centrali dell’operazione. Lo scorso marzo il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso aveva firmato con Invitalia e Silicon Box l’Accordo di sviluppo per il sito novarese. Il progetto prevede la realizzazione del primo impianto europeo dell’azienda di Singapore dedicato alle fasi finali della produzione dei semiconduttori, in particolare al packaging avanzato e al testing dei chip.

Per venerdì 18 settembre è attesa a Novara proprio la visita del ministro Urso. L’appuntamento dovrebbe rappresentare l’occasione per fare il punto sull’avanzamento dell’investimento e sui prossimi adempimenti necessari ad arrivare all’apertura del cantiere. Ulteriori dettagli sul programma della visita e sugli incontri previsti sono attesi nei prossimi giorni.

Quello di Silicon Box è stato presentato fin dall’annuncio come uno dei maggiori investimenti industriali mai portati in Italia e tra i più rilevanti attualmente programmati in Europa nel settore tecnologico. A regime, l’azienda dovrebbe creare circa 1.600 posti di lavoro diretti, ai quali si aggiungeranno quelli legati alla costruzione dello stabilimento e all’indotto nei settori delle forniture, della logistica e dei servizi. Secondo il cronoprogramma indicato dall’azienda, l’avvio della produzione è previsto nel 2029, mentre la piena capacità dovrebbe essere raggiunta entro il 2033.

Per il sindaco, l’arrivo della multinazionale conferma la strategia seguita dal Comune negli ultimi anni per attrarre nuovi insediamenti produttivi. «È un risultato che mette al centro il lavoro svolto da Novara sull’attrazione degli investimenti – ha affermato Canelli –. Nel 2016 la città presentava tassi di disoccupazione molto elevati, che negli anni sono diminuiti anche grazie agli investimenti arrivati sul territorio».

Il progetto Silicon Box, tuttavia, avrà ricadute che andranno ben oltre il perimetro dello stabilimento. L’arrivo di centinaia di lavoratori, la crescita dell’indotto e le esigenze di un polo produttivo ad alta tecnologia imporranno alla città di intervenire su viabilità, trasporti, servizi, formazione e disponibilità abitativa.

Un impatto che dovrà essere considerato anche nella redazione del nuovo Piano regolatore generale, ancora in fase di discussione in commissione consiliare. «Stiamo lavorando al Prg – ha aggiunto il sindaco – e il nuovo strumento urbanistico dovrà tenere conto di tutte queste esigenze». La prospettiva è quella di accompagnare la trasformazione dell’area industriale e, più in generale, della città, cercando di evitare che un investimento di queste dimensioni trovi Novara impreparata sul piano infrastrutturale e dei servizi.

La tabella di marcia resta comunque legata al completamento degli ultimi passaggi amministrativi. La delibera successiva all’istruttoria di Invitalia, la definizione del progetto esecutivo e il rilascio del permesso di costruire saranno i passaggi decisivi per trasformare l’accordo firmato con il ministero nell’apertura effettiva del cantiere. La primavera del 2027 è ora il primo orizzonte indicato pubblicamente dall’amministrazione comunale.

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore