Organizzava trasporti aerei di droga dal Sud America: novarese condannato

Ha fornito supporto a un’organizzazione dedita al traffico internazionale di stupefacenti, occupandosi del traporto dall’estero con voli privati, dell’organizzazione dei viaggi, spesso non andati in porto per problemi logistici, e individuando perfino una persona (un imprenditore novarese con problemi economici alle spalle) da mandare in Paraguay quale «garanzia» per le attività di presa in carico del carico.

Processato nell’ambito di un’inchiesta conclusa nel 2021 dalla Finanza su un’associazione per delinquere transnazionale finalizzata al traffico, detenzione, e commercializzazione di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, D.C., 67 anni, di Novara, è stato condannato a 8 anni di reclusione con rito abbreviato in tribunale a Bologna, con sentenza ora definitiva. Si tratta di un processo nato da sequestri eseguiti nel porto di Salerno, nel giugno 2020, per oltre 17 tonnellate di droga fra hashish e anfetamine. Lo sviluppo delle indagini aveva consentito di individuare un gruppo di cittadini italiani e albanesi in grado di approvvigionarsi di ingenti quantità di cocaina e hashish provenienti rispettivamente dal Sudamerica e dal Nord Africa, attraverso una fitta rete di contatti tenuti anche grazie a cellulari criptati.

Il gruppo italiano era guidato da un catanese, titolare occulto di una società svizzera di trasporto merci, anche lui condannato: l’uomo, su incarico degli albanesi, curava l’importazione della droga in Italia con voli privati. Grazie ai suoi complici, fra cui il novarese D.C., ha cercato, senza riuscirci, di far arrivare due grossi carichi di droga, uno addirittura da 600 chili di cocaina proveniente dal Sud America e l’altro, di hashish, da Casablanca, attraverso contatti con un trafficante di droga. Il primo carico, nel giugno 2021 dal Paraguay, era saltato perché al pilota scelto per l’operazione era scaduta la licenza di volo. E la cosa aveva creato non pochi problemi, visto che i finanziatori albanesi avevano già pagato almeno 520 mila euro, e volevano la restituzione dei soldi. Era stato quindi mandato in Paraguay un mediatore novarese quale garanzia per le attività di presa in carico della droga; l’incontro in cui si era parlato di questa spedizione era avvenuto in un ristorante di Casaleggio il 25 febbraio 2021.

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