La sanità territoriale galliatese si ritrova, all’improvviso, nel mezzo di una tempesta perfetta. Proprio come avevamo anticipato e raccontato nei giorni scorsi sulle nostre pagine, il pensionamento della dottoressa Raffaella Varolotti ha innescato un vero e proprio sisma, lasciando in un primo momento circa 1.700 pazienti senza copertura e costringendo molti di loro a cercare un medico nei comuni limitrofi. Dopo la notizia dell’emergenza organici, la situazione si è rapidamente infiammata trasformandosi in un acceso caso politico e amministrativo.
L’attacco di FdI: «Sette mesi per autorizzare un intervento igienico-sanitario»
Ad accendere le polveri dello scontro è stato Paolo Bressi, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, che ha spostato l’attenzione sulle «condizioni strutturali in cui sono costretti a operare i professionisti rimasti». Cifre e documenti alla mano, l’esponente dell’opposizione ha puntato il dito «contro i ritardi cronici dell’amministrazione nella gestione degli ambulatori medici cittadini». Bressi ha riferito «di aver visionato una relazione ufficiale firmata dal settore Lavori Pubblici che certifica una dilatazione dei tempi definita inaccettabile».
Stando a quanto denunciato, i«l preventivo da 6.400 euro per demolire una parete invasa dai parassiti all’interno dei locali medici sarebbe arrivato sul tavolo del comune il 9 gennaio 2026. L’autorizzazione formale per procedere con i lavori, tuttavia, è stata firmata soltanto il 30 luglio scorso». Un’attesa di quasi sette mesi per un intervento di natura igienico-sanitaria in una struttura frequentata quotidianamente da soggetti fragili, bambini e anziani. Per Bressi «i documenti dimostrano che non si tratta di mera lentezza burocratica, ma di una questione di priorità politica» accusando la maggioranza di «lasciare per mesi le carte nei cassetti quando si tratta della dignità dei medici e della salute pubblica, salvo poi trovare risorse immediate per altre iniziative giudicate meno essenziali».
L’Asl risponde sull’emergenza medici: «A vuoto il bando, tavolo a settembre»
Di fronte al crescente allarme della cittadinanza e al clamore suscitato dalla carenza di assistenza primaria, l’Asl Novara è intervenuta ufficialmente per chiarire i contorni dell’emergenza e delineare le strategie future. L’azienda sanitaria specifica di «aver avviato per tempo le procedure per un incarico a tempo determinato con ambulatorio obbligatorio a Galliate, subito dopo la comunicazione della dimissione giunta il 23 giugno». Purtroppo, le procedure di reclutamento si sono chiuse il 7 agosto con un nulla di fatto.
Dei 1.700 pazienti rimasti scoperti, una buona parte è già riuscita a riallocarsi, ma all’appello mancano ancora circa 700 cittadini. L’Asl ricorda che «questi ultimi possono effettuare una nuova scelta all’interno dell’ambito di riferimento, utilizzando i servizi online del portale “Salute Piemonte”, rivolgendosi agli sportelli territoriali o seguendo le indicazioni per richiedere l’assegnazione a un medico dell’Area Nord, in questo caso previa accettazione scritta del professionista e successivo invio della documentazione via email».
Nonostante l’esito negativo del bando estivo, l’azienda rassicura che «la Regione Piemonte ha già previsto un incarico con obbligo di apertura dell’ambulatorio a Galliate, con iter in chiusura entro dicembre». Nel frattempo, i vertici sanitari annunciano di «aver convocato un tavolo di confronto urgente con il sindaco e la giunta, previsto per la prima decade di settembre, per individuare soluzioni temporanee che agevolino in particolar modo le fasce più vulnerabili della popolazione».
La risposta del comune: in attesa della Casa della Comunità
Sul fronte puramente amministrativo, la replica all’emergenza organici arriva dall’assessora all’Assistenza alla Persona, Carmen Ceffa. Pur ammettendo che «i posti liberi nei massimali degli attuali medici non sono sufficienti per coprire tutto il fabbisogno locale» e che per alcuni galliatesi «sarà inevitabile l’iscrizione provvisoria in altri comuni», Ceffa ha provato a guardare in prospettiva per rassicurare la comunità.
«La vera svolta attesa a Galliate è l’apertura, prevista per il prossimo autunno, della nuova “Casa della Comunità” finanziata con i fondi del PNRR». Una struttura pensata per diventare il polo nevralgico della rete socio-sanitaria locale, capace di mettere a disposizione nuovi spazi moderni e ambulatori funzionali. L’assessora ha assicurato di «aver interpellato personalmente diversi giovani medici, prospettando loro questa nuova e importante opportunità logistica». L’obiettivo dell’amministrazione è chiaro: utilizzare l’attrattiva della nuova Casa della Comunità come leva strategica per convincere i medici di medicina generale a stabilirsi e a investire professionalmente sul territorio galliatese.








