Silicon Box, l’intervista da Singapore: «Il progetto di Novara entra nella fase attuativa, lavori entro metà 2027»

A quasi cinque mesi dalla firma dell’Accordo di sviluppo con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e Invitalia, arrivano direttamente dalla sede di Singapore nuovi aggiornamenti sul futuro dello stabilimento Silicon Box di Novara. La multinazionale ha risposto alle domande de La Voce di Novara, indicando con chiarezza le nuove tappe del progetto: l’avvio dei lavori è previsto entro la metà del 2027, mentre la produzione dovrebbe cominciare nel 2029. Il raggiungimento della piena capacità è fissato al 2033, con la prospettiva di creare circa 1.600 posti di lavoro altamente qualificati.

Si tratta delle indicazioni più precise fornite finora dalla società sul maxi insediamento di Agognate. Un investimento strategico da oltre 3 miliardi di euro, sostenuto da 1,3 miliardi di aiuti pubblici, che negli ultimi mesi aveva attraversato una fase delicata a causa degli approfondimenti tecnici e finanziari necessari per arrivare alla firma dell’Accordo di sviluppo.

A dicembre 2025, rispondendo in consiglio comunale ai dubbi sollevati dal Partito Democratico, il sindaco e commissario straordinario Alessandro Canelli aveva spiegato che Invitalia stava svolgendo ulteriori verifiche per adattare alla normativa italiana un’operazione senza precedenti nel Paese. Canelli aveva escluso problemi sulle coperture finanziarie o un disimpegno della società, prevedendo sei o sette mesi per completare il permitting e l’ingresso nella fase esecutiva nell’autunno del 2026.

Il passaggio decisivo è arrivato il 31 marzo scorso con la firma dell’Accordo di sviluppo. In quell’occasione Canelli aveva affermato che si apriva la fase istruttoria, alla quale sarebbe seguito il procedimento autorizzativo, con l’obiettivo di arrivare «nel più breve tempo possibile al via libera per la realizzazione della fabbrica».

Ora Silicon Box conferma che il progetto è entrato nella fase attuativa, ma aggiorna le scadenze: l’apertura del cantiere è prevista entro la metà del 2027 e l’avvio della produzione nel 2029. Una tabella di marcia più lunga rispetto alle prime previsioni, che indicavano inizialmente l’inizio dei lavori nella seconda metà del 2025 e la produzione nel 2028.

Dalla sede di Singapore la società fa dunque il punto sullo stato dell’investimento, sulle tempistiche, sulle ricadute occupazionali e sul futuro reclutamento del personale.

Qual è lo stato attuale del progetto? Ci sono stati sviluppi significativi o modifiche rispetto ai piani annunciati inizialmente?

Dopo la firma dell’accordo con il MIMIT, il progetto di Novara è entrato nella successiva fase attuativa. Silicon Box sta lavorando con tutte le autorità competenti per portare avanti le attività necessarie alla realizzazione dello stabilimento. Il progetto resta un investimento strategico per l’Italia e per l’Europa, finalizzato alla creazione, nell’area di Novara, di uno stabilimento avanzato per il packaging e il collaudo dei semiconduttori. Rispetto all’annuncio iniziale, gli elementi fondamentali dell’investimento rimangono invariati. Il lavoro attuale è concentrato sul passaggio dalla fase degli accordi e della pianificazione a quella esecutiva.

Siete attualmente in grado di fornire una stima dei tempi previsti sia per l’avvio dei lavori sia per l’apertura ufficiale dello stabilimento?

Subordinatamente al completamento delle attività preliminari, autorizzative e di approvvigionamento, l’inizio dei lavori è attualmente previsto entro la metà del 2027. L’avvio della produzione è programmato per il 2029, dopo il completamento dei necessari preparativi tecnici. Lo stabilimento dovrebbe poi aumentare progressivamente la propria attività fino a raggiungere la piena capacità produttiva entro il 2033.

Il progetto ha inoltre ottenuto dalla Commissione europea lo status di Open EU Foundry (OEF) nell’ambito dell’European Chips Act. Questo riconoscimento riflette l’importanza strategica e il carattere innovativo dello stabilimento di Novara per l’ecosistema europeo dei semiconduttori. Lo status garantisce a Silicon Box alcuni vantaggi, tra cui supporto amministrativo, procedure autorizzative più rapide per la costruzione e accesso prioritario alle linee pilota previste dalla Chips for Europe Initiative.

Come per qualsiasi progetto di queste dimensioni e complessità tecnica, continueremo a fornire aggiornamenti man mano che saranno definiti i passaggi fondamentali.

Potete confermare il numero di posti di lavoro che si prevede saranno creati quando lo stabilimento sarà pienamente operativo?

A pieno regime, si prevede che lo stabilimento Silicon Box di Novara creerà circa 1.600 nuovi posti di lavoro diretti e altamente qualificati. Le figure ricercate riguarderanno la produzione avanzata, l’ingegneria, l’automazione, la manutenzione, la ricerca e sviluppo e altre funzioni specialistiche a supporto delle attività di packaging e collaudo dei semiconduttori.

L’investimento dovrebbe inoltre generare ulteriori posti di lavoro indiretti nei settori delle costruzioni, della logistica, della filiera dei fornitori e, più in generale, nell’economia locale.

Sono già stati definiti tempi e modalità specifiche per il reclutamento dei futuri dipendenti?

I piani di assunzione sono ancora in fase di elaborazione e saranno attuati progressivamente, in linea con le tempistiche del progetto e con le esigenze operative. Silicon Box prevede di collaborare strettamente con gli attori locali e regionali, gli istituti di formazione e i partner specializzati per contribuire allo sviluppo delle competenze necessarie allo stabilimento. Forniremo ulteriori informazioni sulle opportunità di lavoro, sulle procedure di selezione e sulle relative tempistiche non appena questi piani saranno definiti.

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore