Grandine, parte la conta dei danni: aziende chiamate a presentare le segnalazioni ai Comuni

Dopo la violenta grandinata che ha colpito l’Alto Novarese, parte la ricognizione ufficiale dei danni. Le aziende agricole interessate devono compilare e trasmettere al proprio Comune – ognuno ha fissato il termine ultimo – il modello “Aziende agricole” predisposto dalla Regione Piemonte nell’ambito delle procedure previste in caso di calamità naturali.

I Comuni coinvolti sono Fara Novarese, Sizzano, Ghemme, Barengo, Romagnano Sesia, Carpignano Sesia e Recetto, che in queste ore stanno informando le aziende del territorio anche attraverso i propri canali social, mettendo a disposizione la modulistica necessaria.

I Comuni hanno tempo fino al 4 settembre

Una volta raccolte le segnalazioni delle aziende, saranno i Comuni nei quali si sono verificati i danni a dover trasmettere telematicamente alla Regione Piemonte, attraverso il portale regionale Nembo, i dati relativi alle conseguenze dell’evento calamitoso.

Il termine è stato fissato al 4 settembre 2026, una scadenza individuata in modo da consentire di ricomprendere nella ricognizione anche eventuali ulteriori eventi calamitosi che dovessero verificarsi nelle prossime settimane.

La procedura rappresenta il primo passaggio necessario per arrivare alla delimitazione delle aree colpite e all’eventuale attivazione degli strumenti di sostegno previsti dalla normativa nazionale.

Il Fondo copre le strutture, non le produzioni

Resta però il nodo già emerso all’indomani della grandinata: non tutti i danni subiti dalle aziende agricole possono essere risarciti attraverso il Fondo di solidarietà nazionale previsto dal decreto legislativo 102 del 2004.

La disciplina consente infatti di intervenire sui danni alle strutture aziendali, mentre esclude quelli alle produzioni quando si tratta di rischi classificati come assicurabili attraverso polizze agevolate.

Sono considerati assicurabili – e quindi non possono essere ricompresi nella delimitazione ai fini dell’indennizzo – anche i danni agli impianti delle produzioni arboree e arbustive, alle reti antigrandine e antiacqua, agli impianti antibrina, alle serre e ai tunnel, agli ombrai e alle reti anti-insetto.

È proprio questo uno degli aspetti più delicati per il comparto vitivinicolo dell’Alto Novarese, dove la grandinata ha colpito duramente vigneti e produzioni, con conseguenze che in alcuni casi potrebbero non limitarsi alla vendemmia di quest’anno.

Dopo la ricognizione la richiesta al Ministero

La raccolta delle segnalazioni servirà dunque a costruire un quadro preciso dell’entità dei danni e delle zone interessate.

Conclusa la ricognizione e definita la perimetrazione dei territori colpiti, la Regione Piemonte dovrà approvare una delibera contenente il quadro complessivo della situazione. La documentazione sarà quindi trasmessa al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf), insieme ai dati meteorologici necessari a sostenere la richiesta di riconoscimento dell’eccezionalità dell’evento.

Soltanto dopo questo passaggio potrà aprirsi concretamente la strada agli interventi previsti dal Fondo di solidarietà nazionale.

Rimane però aperta la questione centrale emersa nei giorni scorsi: per consentire ristori anche per quelle produzioni che la normativa considera assicurabili sarebbe necessario un intervento in deroga da parte del Governo. Ed è su questo terreno che, una volta quantificati con precisione i danni provocati dalla grandine, si misurerà la possibilità di garantire un sostegno più ampio alle aziende agricole colpite.

A questo link la modulistica e la procedura.

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore