A metà luglio, con il termometro che non fa sconti e i sensi di colpa post-gelato in preoccupante aumento, la chiusura della palestra del Terdoppio aveva assunto i contorni del dramma. Tra i frequentatori serpeggiava il terrore che la “tartaruga” addominale, tanto inseguita in primavera, si stesse inesorabilmente trasformando in un innocuo marsupio. Ma niente paura: la maratona burocratica è giunta al traguardo. A partire da venerdì 17 luglio, i novaresi potranno tornare a sollevare ghisa e smaltire le calorie.
La gestione della struttura è stata ufficialmente affidata in continuità a Comunità Giovanile Lavoro, chiudendo così una fase di stallo che aveva richiesto parecchio allenamento diplomatico.
Sollevamento burocrazia e rischi interferenziali
A esprimere grande soddisfazione per questo traguardo è stata l’assessore allo Sport, Elisabetta Franzoni, che ha celebrato l’accordo come un vero e proprio «successo di squadra». A quanto pare, il segreto per sbloccare l’impasse è stato l’affidamento unitario dell’impianto, una mossa che ha permesso di “snellire” (termine quantomai in tema) non solo l’organizzazione, ma anche la burocrazia.
Gestire in un colpo solo pulizie, guardiania, segreteria e sala pesi eviterà infatti le temutissime «interferenze» tra operatori diversi, semplificando persino la gestione del DUVRI, il Documento Unico per la Valutazione dei Rischi. Insomma, un sospiro di sollievo per la sicurezza, che permetterà agli utenti di concentrarsi unicamente sui propri bicipiti, potendo inoltre contare sull’integrazione degli abbonamenti tra piscina e sala attrezzi. L’amministrazione ha anche rivolto un galante ringraziamento alle altre associazioni che, in pieno spirito sportivo, si erano scaldate a bordo campo pronte a subentrare nei momenti di maggiore incertezza.
Nessun passo indietro, solo stretching pre-gara
Da parte sua, Comunità Giovanile Lavoro ha voluto rassicurare tutti: nessun passo indietro e nessuna slealtà. Quella che da fuori poteva sembrare una retromarcia era in realtà un semplice momento di “stretching” tecnico e organizzativo. L’ente gestore ha spiegato di aver avuto «la necessità oggettiva di inquadrare la fattibilità del servizio per poter operare in totale sicurezza». Non appena le condizioni lo hanno permesso, la macchina si è rimessa in moto con l’entusiasmo di chi è pronto ad affrontare il circuito più duro.
Questo affidamento viene visto come un periodo “ponte” in attesa della nuova gara d’appalto, ma le idee per il futuro sono già ben delineate. I gestori hanno infatti promesso che, da settembre, l’offerta sarà ampliata con nuovi corsi a terra e in acqua. E se per la prova costume di quest’anno i tempi dovessero rivelarsi ormai troppo stretti, i novaresi potranno sempre consolarsi a fine estate con il risveglio muscolare e l’acquagym, portandosi avanti per le spiagge dell’anno prossimo.








