Fotovoltaico, Legambiente lancia la sfida: «Trasformiamo i grandi parcheggi in centrali di energia pulita»

Il dibattito cittadino sull’installazione dei pannelli fotovoltaici sulla copertura della caserma Passalacqua si arricchisce di una nuova voce. Legambiente, da anni in prima linea per la promozione e la diffusione delle fonti rinnovabili, è intervenuta sulla questione esprimendo pieno accordo con la recente presa di posizione del gruppo Novà. Per l’associazione ambientalista, infatti, «i pannelli solari rappresentano oggi un’esigenza imprescindibile per l’efficienza energetica degli edifici e non ha alcun senso ridurne la resa per inseguire un supposto “mascheramento” visivo». Al contrario, la loro installazione sulle coperture di edifici storici non classificabili come “unici” viene considerata un inevitabile e positivo segnale di adattamento.

Il paesaggio che cambia e l’emergenza climatica

Il delicato equilibrio tra conservazione e cambiamento è una costante nella gestione del patrimonio pubblico, ma Legambiente ricorda come «le città e i territori si siano sempre modificati nel tempo, talvolta in modo radicale. I centri urbani sono entità vive che si adattano agli usi della popolazione, alle innovazioni tecnologiche e, oggi più che mai, all’urgenza dettata dai cambiamenti climatici in atto». In quest’ottica, la tutela dei segni storici del passato rimane un principio cardine, ma «le temperature estreme di queste ultime e roventi stagioni estive ricordano in modo plastico alla comunità quali debbano essere le vere priorità per il futuro» hanno spiegato in una nota.

La proposta: ripartire dalle superfici esistenti

Inserendosi in questo utile dibattito, Legambiente ha lanciato una proposta concreta focalizzata sul rilancio e sullo sfruttamento delle superfici già esistenti e fortemente cementificate. L’attenzione si è spostata sulle decine di ettari di parcheggi di supermercati, centri commerciali e grandi aziende. «Si tratta di immense superfici subito disponibili, prive di particolari vincoli, che durante l’estate si trasformano in enormi lastre di asfalto surriscaldate. Questo fenomeno non solo crea forti disagi agli utenti, ma contribuisce ad aggravare il cosiddetto effetto “isola di calore”, spesso non mitigato dalla presenza di pochi e sofferenti alberi che faticano ad assolvere a qualsiasi funzione di rinfresco» hanno illustrato dall’associazione.

L’idea è che il comune si faccia promotore di una vasta operazione di rete, coinvolgendo direttamente i proprietari delle aree e le aziende del settore, per realizzare grandi tettoie fotovoltaiche a copertura di questi posteggi. «Una soluzione di facile realizzazione che troverebbe il favore delle attività commerciali, renderebbe felici gli automobilisti offrendo riparo ombroso alle vetture, e porterebbe a un duplice risultato ambientale: una massiccia produzione di energia rinnovabile e un netto abbattimento delle temperature al suolo» la proposta.

La necessità di impianti a terra e agrivoltaico

A corollario, l’associazione ha ribadito come «una vera e completa transizione energetica non possa basarsi esclusivamente sulle coperture degli edifici privati o industriali. Vi è una necessità stringente di sviluppare grandi impianti a terra e di implementare sistemi agrivoltaici, capaci di coniugare la produzione di energia pulita con il mantenimento della produttività agricola». Pur riconoscendo l’assoluta importanza di vigilare affinché i progetti siano realizzati a regola d’arte, Legambiente ha invitato a superare le frequenti resistenze sollevate non solo dalle Soprintendenze, ma anche da enti e comitati cittadini. «Il paesaggio italiano si sta già modificando in modo veloce e profondo proprio per effetto dei cambiamenti climatici, subendo un impatto ben più devastante e incisivo di quello generato dall’installazione di singoli impianti solari» hanno concluso.

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