Pedemontana al via tra Masserano e Ghemme dopo vent’anni di attesa. Salvini: «70 miliardi per il Nord Ovest»

Dopo oltre vent’anni di annunci, rinvii e revisioni progettuali, la Pedemontana piemontese entra finalmente nella fase operativa. Anas, società del Gruppo FS Italiane, ha dato ufficialmente il via ai lavori di costruzione del Lotto 1, stralci 1 e 2 della nuova arteria che collegherà Masserano, in provincia di Biella, con Ghemme, nel Novarese.

L’avvio del cantiere è stato celebrato questa mattina nel campo base allestito a Ghislarengo, alla presenza del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, dell’assessore regionale alle Infrastrutture strategiche e Logistica Enrico Bussalino, in rappresentanza del presidente Alberto Cirio, dell’amministratore delegato di Anas Claudio Andrea Gemme, della sindaca di Ghislarengo Martina Rinolfi, del responsabile della Struttura territoriale Anas Piemonte e Valle d’Aosta Christian Calzolari e del Senior Vice President di Webuild Nicola Meistro. Presenti anche numerosi amministratori del territorio, tra cui il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari, il sindaco di Novara Alessandro Canelli e l’assessore regionale Matteo Marnati.

Nel suo intervento Salvini ha rivendicato il piano di investimenti infrastrutturali del Nord Ovest. «Sono quasi 70 miliardi di euro di cantieri finanziati tra Piemonte, Liguria e Lombardia. Non ci sono precedenti da quando esiste la Repubblica italiana. Questo vuol dire lavoro, connessioni e territori che hanno saputo lavorare in sintonia. È uno dei rari casi in cui, invece dei “no”, ci sono tanti “sì” e c’è addirittura chi vorrebbe correre ancora più velocemente».

Il ministro ha però evidenziato anche le difficoltà legate allo scenario internazionale. «La guerra non produce effetti solo sul piano internazionale. La crisi in Iran e il rischio di chiusura dello Stretto di Hormuz hanno fatto aumentare il prezzo del bitume dal 60 all’80%. Questo significa asfalto più caro e appalti che rischiano di raddoppiare i costi. O si trovano le risorse aggiuntive oppure si fermano operai, betoniere e cantieri. Anche questo è un effetto della guerra».

Parlando dell’opera appena avviata, Salvini ha assicurato il rispetto dei tempi previsti. «La Pedemontana partirà e dovrà essere completata in quattro anni e mezzo. Sono certo che le imprese coinvolte riusciranno a rispettare il cronoprogramma».

Un investimento da 384 milioni

L’intervento prevede la realizzazione di circa 15 chilometri di nuova infrastruttura tra la SS758 a Masserano e l’autostrada A26, in corrispondenza del casello Romagnano Sesia-Ghemme, per un investimento complessivo di circa 384,5 milioni di euro.

I lavori saranno eseguiti da Webuild attraverso la controllata Cossi Costruzioni e interesseranno sette comuni distribuiti tra le province di Biella, Vercelli e Novara: Masserano, Brusnengo, Roasio, Lozzolo, Gattinara, Romagnano Sesia e Ghemme.

La nuova arteria sarà una strada extraurbana principale con due carreggiate separate da spartitraffico centrale e due corsie per senso di marcia. Sono previsti quattro svincoli – Masserano, Roasio, Gattinara e Ghemme – sei cavalcavia, sei sottopassi e sei viadotti. Tra questi spicca il ponte sul fiume Sesia, lungo 820 metri, che rappresenta una delle opere ingegneristiche più significative dell’intervento e dal quale partiranno le prime lavorazioni.

Il tempo contrattuale previsto per il completamento è di quattro anni e sei mesi.

Un’opera attesa da oltre vent’anni

L’apertura del cantiere chiude una lunga fase di attese iniziata nei primi anni Duemila. Il progetto originario prevedeva una nuova direttrice tra Santhià e Ghemme per collegare la A4 Torino-Milano con la A26 Genova-Gravellona Toce.

Negli anni, tra difficoltà economiche, modifiche progettuali e rallentamenti amministrativi, il progetto è stato progressivamente ridimensionato fino all’attuale collegamento Masserano-Ghemme, considerato comunque strategico per migliorare i collegamenti tra Biellese, Vercellese e Novarese e alleggerire parte del traffico della viabilità ordinaria.

Il futuro della Biella-Novara

Nel corso della cerimonia il ministro ha affrontato anche il tema della linea ferroviaria Biella-Novara, confermando la disponibilità del Governo a finanziare l’elettrificazione e la velocizzazione della tratta: «Penso all’elettrificazione e alla velocizzazione della linea Biella-Novara. A fine maggio Rete Ferroviaria Italiana ha inviato le proprie valutazioni alla Regione. L’investimento stimato è di circa 180 milioni di euro e le risorse si possono trovare».

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Salvini ha però evidenziato anche la principale criticità del progetto: «Per realizzare l’intervento sarebbe necessario sospendere il servizio ferroviario per tre anni».

Da qui l’invito a una scelta condivisa con il territorio: «Da autonomista non voglio imporre decisioni dall’alto. Saranno i territori a dirmi cosa preferiscono fare. Io posso trovare i 180 milioni necessari, ma spetterà ai cittadini e agli amministratori scegliere se accettare tre anni di stop in cambio di una linea elettrificata e di un collegamento diretto Biella-Novara-Milano».

A margine della cerimonia, l’assessore regionale Matteo Marnati ha spiegato che con il ministro si è parlato anche di altre opere strategiche per il Piemonte orientale, tra cui la superstrada Novara-Vercelli e il nuovo tratto della tangenziale di Novara, il cui completamento è previsto tra la fine di luglio e il mese di settembre.

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore