Novara, nasce “JoyfulAgain” per la salute psicofisica dei giovani

Favorire il benessere e la salute psicofisica dei giovani, attraverso un percorso integrato e guidato da professionisti con momenti di sport, attività nella natura e condivisone delle proprie emozioni: è questo lo scopo di JoyfulAgain, progetto finanziato dal programma Interreg Italia Svizzera 2021-2027. Il progetto, iniziato ufficialmente a gennaio 2026, avrà una durata di 30 giorni.

Destinatari di questo progetto saranno 150 giovani residenti in Piemonte, Lombardia e Canton Ticino di età compresa fra i 15 e i 19 anni, con 50 ragazzi e ragazze residenti in Piemonte e nel novarese che hanno sperimentato vissuti di malessere, ansia o disagi nelle relazioni. Si stanno svolgendo, inoltre, incontri formativi nelle scuole e nelle altre realtà del territorio che lavorano a contatto con i giovani.

Nel novarese il progetto partirà nell’autunno 2026, per poi concludersi nella primavera 2027. Il budget totale del progetto è di circa 570.000 euro, dei quali 225.000 saranno impegnati per lo svolgimento delle attività nel territorio di Novara.

Le attività previste dal progetto

Il percorso promosso da JoyfulAgain prevede quattro azioni interconnesse, che si svolgono con l’aiuto di una équipe interdisciplinare e con una forte componente di supporto fra pari, come ha illustrato Marco Copolla, direttore di Radix svizzera italiana e organizzatore di programmi di promozione della salute: «La prima azione prevede l’assegnazione a ciascun giovane di un link worker. Si tratta una figura professionale nuova, che opera come un tutor perché cerca innanzitutto di comprendere in modo approfondito l’adolescente, valorizzandone risorse, aspirazioni, progettualità, nonché eventuali difficoltà e fragilità per poi elaborare un percorso individualizzato all’interno del progetto. Ma il link worker cerca soprattutto di creare dei “link”, di connettere l’adolescente con opportunità e servizi che possano rispondere alle sue esigenze, al di là del progetto. È un attivatore di reti territoriali. Ed è una figura chiave per la sostenibilità dell’iniziativa».

Altra attività prevista sono gli healing circles, momenti di confronto e comunità: «Si tratta di cicli di 5 o 6 incontri di supporto tra pari, realizzati in spazi protetti, in cui piccoli gruppi di giovani possono esprimere e condividere emozioni, esperienze e difficoltà senza sentirsi giudicati – ha spiegato Barbara Tosi, direttore del Consorzio scuola comunità impresa – I circoli si svolgono con la supervisione di un adulto facilitatore, ci sono delle regole da rispettare, ma i ragazzi e le ragazze decidono in autonomia quali esperienze o temi affrontare, quanto vogliono esporsi o se preferiscono rimanere in silenzio. La parola ‘healing’ significa guarire, non ‘curare’: non si tratta infatti di un intervento terapeutico, ma di un percorso per stare bene di nuovo o stare meglio, prendendosi cura di se stessi e degli altri».

Si prosegue con i MidnightSports, programma realizzato dalla fondazione svizzera IdéeSport, organizzati dal 1999 e che utilizzano l’attività fisica come strumento di inclusione, come ha spiegato Alessandra Godenzi, coordinatrice di progetti e comunicazione presso la fondazione: «Si tratta di serate in cui i giovani possono praticare diverse attività sportive e ludiche in gruppo, secondo un approccio inclusivo e non orientato alla performance. Un elemento particolarmente rilevante è la componente partecipativa: con il supporto di giovani coach, i partecipanti decidono quali attività svolgere e possono trasformare gli spazi in base alle proprie esigenze. Questa fase costituirà il primo momento di attivazione e coinvolgimento del gruppo».

Ultima parte del percorso è quella riserva al foresth bathing, organizzata da WECO – Impresa sociale: «I bagni di bosco sono esperienze di immersione nella natura guidate da professionisti certificati – ha detto Maria Chiara Pizzorno – volte alla riduzione dello stress, al miglioramento della respirazione e alla promozione del benessere psicofisico. Nel corso delle 3 giornate previste, per gruppi di 10 persone, saranno inoltre svolti brevi momenti formativi, con particolare attenzione al riconoscimento e alla gestione delle emozioni». Nel novarese, questa attività si svolgerà nel parco del Ticino e del lago Maggiore.

«La crescente solitudine, l’incertezza e la paura legata alle crisi globali hanno un impatto significativo sul benessere psicologico delle persone, compromettendo la loro capacità di condurre una vita soddisfacente – ha commentato il funzionario responsabile di Direzione giovani e sport della Regione Lombardia Leonardo La Rocca, durante la presentazione del progetto – Come dimostrano diversi studi, i giovani sono particolarmente interessati dai problemi di salute mentale, la cui incidenza è raddoppiata durante la pandemia, con un aumento dei casi di depressione, ansia e solitudine. È in questo contesto che si inserisce l’azione di JoyfulAgain, il cui obiettivo specifico è accrescere, in Italia e in Svizzera, le capacità degli Enti e le competenze dei professionisti coinvolti nella promozione della salute mentale e nella prevenzione del disagio psicologico tra i giovani, attraverso un approccio olistico e interdisciplinare».

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