Caldo record, aria condizionata in tilt all’ospedale Maggiore: disagi in più reparti, interrogazione in Regione

È partita dalla lettera di un paziente ricoverato, ma nelle ore successive il quadro si è rivelato ben più ampio. I problemi agli impianti di climatizzazione dell’ospedale Maggiore non riguarderebbero, infatti, soltanto il reparto di Chirurgia 1, ma interesserebbero anche altre aree dell’ospedale, dove il caldo di questi giorni sta creando forti disagi a pazienti e personale sanitario. In alcuni casi, secondo quanto raccolto da La Voce di Novara, alcuni macchinari non possono nemmeno essere utilizzati perché rischiano di andare in surriscaldamento.

La prima segnalazione è arrivata da un degente che ha voluto raccontare la situazione vissuta nel reparto di Chirurgia 1. «Da oltre tre giorni l’impianto di aria condizionata del reparto di Chirurgia 1 risulta fuori servizio, con conseguenze pesanti e ormai insostenibili per i pazienti ricoverati e per il personale sanitario», scrive il paziente, spiegando che, nonostante le ripetute segnalazioni, il guasto non sarebbe stato risolto.

Nella lettera viene descritto un reparto soffocato dalle alte temperature, dove alcuni ricoverati si sarebbero procurati autonomamente ventilatori e altri dispositivi per cercare di rendere più sopportabile la degenza. Una situazione che, secondo il paziente, appare incompatibile con gli standard che un ospedale dovrebbe garantire, soprattutto nei confronti di persone fragili o appena sottoposte a interventi chirurgici.

L’appello è rivolto direttamente alla direzione sanitaria affinché intervenga rapidamente per ripristinare un servizio ritenuto essenziale e assicurare condizioni dignitose sia ai malati sia agli operatori.

Il problema sarebbe diffuso in più reparti

Nelle ore successive alla pubblicazione della segnalazione sono emerse ulteriori testimonianze che descrivono criticità analoghe anche in altri reparti dell’ospedale. Secondo quanto riferito, gli impianti di climatizzazione in alcune aree sarebbero insufficienti o non funzionanti e il caldo avrebbe raggiunto livelli tali da creare problemi anche al funzionamento di alcune apparecchiature sanitarie, che rischiano il surriscaldamento.

Una situazione che si inserisce in un periodo particolarmente delicato, caratterizzato dall’ondata di calore che sta interessando il Piemonte e dall’aumento dei ricoveri tipico delle giornate con temperature estreme.

Rossi porta il caso in consiglio regionale

Sul caso è intervenuto anche il consigliere regionale del Partito Democratico Domenico Rossi, che ha depositato un’interrogazione urgente rivolta all’assessore competente e alla ciunta regionale. Nel documento, ancora da discutere, iIl consigliere evidenzia come, in alcuni casi, gli impianti esistenti risultino ormai obsoleti e non più in grado di garantire condizioni ambientali adeguate.

Nell’interrogazione si sottolinea che l’assenza di una climatizzazione efficace durante un’ondata di calore rappresenta un rischio sia per i pazienti più fragili sia per medici, infermieri, operatori socio-sanitari e personale amministrativo, costretti a lavorare in condizioni ambientali particolarmente gravose.

Secondo Rossi il problema non può essere considerato una semplice fatalità o un guasto imprevedibile, ma potrebbe rappresentare il segnale di carenze nella manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti.

Le richieste alla Regione

Con l’interrogazione il consigliere regionale chiede alla giunta di chiarire le cause dei malfunzionamenti e di indicare quali interventi tecnici e finanziari siano stati già avviati o siano previsti per ripristinare rapidamente la climatizzazione in tutti i reparti interessati.

Viene inoltre chiesto di conoscere quali misure emergenziali siano state predisposte dalla direzione dell’ospedale per limitare i disagi ai ricoverati e tutelare il personale sanitario e se la Regione intenda avviare un piano straordinario di verifica e manutenzione degli impianti di climatizzazione di tutte le strutture sanitarie piemontesi, per evitare che situazioni analoghe possano ripetersi durante l’estate.

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore