Discarica di Maggiora, il manganese oltre i limiti spaventa il territorio. Rossi chiede chiarezza, Arpa ridimensiona l’allarme

Tra allarmi e rassicurazioni tecniche, il caso della discarica Savoini di Maggiora è approdato di nuovo sui banchi del consiglio regionale del Piemonte. Al centro del dibattito, le concentrazioni di manganese rilevate nelle acque sotterranee, un tema che ha spinto il consigliere del Partito Democratico, Domenico Rossi, a presentare un’interrogazione formale all’assessore all’Ambiente Matteo Marnati, chiedendo massima trasparenza a tutela dell’ecosistema e dei residenti.

«Sul superamento dei limiti di manganese nelle zone interessate dalla discarica di Maggiora occorre fare piena chiarezza» ha affermato Rossi. Secondo il consigliere dem «le notizie riportate e le preoccupazioni che arrivano dal territorio impongono verifiche puntuali e la massima trasparenza a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente».

Secondo quanto riportato nell’interrogazione, i valori di manganese riscontrati nella falda superficiale avrebbero superato fino a circa 14 volte il limite di legge consentito, fissato a 50 µg/l, con picchi registrati già a settembre (580 µg/l) e novembre 2025 (676 µg/l). Rossi ha contestato apertamente anche le tempistiche con cui tali dati sono emersi, facendo notare come «le prime anomalie risalgano all’autunno del 2025, ma siano arrivate al dibattito pubblico cittadino solamente a metà giugno dell’anno successivo, disattendendo le tempistiche previste dal Codice dell’Ambiente per le comunicazioni di eventuali contaminazioni».

«Le informazioni emerse sollevano interrogativi che meritano un approfondimento puntuale sulle cause dei superamenti rilevati nelle acque sotterranee» ha aggiunto Rossi, sottolineando la necessità di «capire quali misure siano state adottate per prevenire la diffusione della contaminazione». Si tratta, secondo il consigliere, di un tema particolarmente delicato considerando che, a valle della discarica, nel territorio di Cureggio, è presente il pozzo Bergallo, utilizzato per l’approvvigionamento dell’acquedotto gestito da Acqua Novara VCO.

La replica della giunta, si basa sulle informazioni tecniche acquisite da ARPA Piemonte e dalla Provincia di Novara. L’agenzia regionale ha fornito un quadro che tende a ridimensionare l’allarme, analizzando nel dettaglio i dati provenienti dalla rete di monitoraggio del sito, composta da otto piezometri complessivi.

Entrando nel merito dei numeri, nella risposta dell’assessorato si specifica che «nella campagna di settembre 2025, il superamento (pari a 580 µg/l) è stato rilevato unicamente nel piezometro situato idrogeologicamente a monte della discarica. Nel successivo mese di novembre, l’anomalia ha interessato sia il punto di rilevazione a monte (676,2 µg/l) sia quello a valle (697,2 µg/l). Tuttavia, trattandosi di concentrazioni di fatto confrontabili, i tecnici non hanno evidenziato un contributo specifico e rilevante che sia direttamente correlabile all’attività della discarica». A conferma di questa tendenza, i successivi monitoraggi di marzo e maggio 2026 hanno mostrato superamenti dei limiti solo nel piezometro a monte, mentre a valle i valori sono tornati al di sotto o appena al di sopra del limite di rilevabilità.

«L’analisi storica dei dati evidenzia che il manganese presenta episodicamente concentrazioni elevate seguite da repentine riduzioni» prosegue il testo che aggiunge «ARPA precisa infatti che la presenza di questi metalli nella falda potrebbe non derivare da una contaminazione in atto, ma essere semplicemente correlata alla diversa solubilità dei sali in base alla concentrazione di ossigeno disciolto e al valore del pH».

La rassicurazione più importante è arrivata, però, proprio sul fronte del pozzo “Bergallo” di Cureggio, monitorato da ARPA dal marzo 2000 con un rigido protocollo analitico. «In oltre 25 anni di dati, il parametro del manganese ha superato il limite di quantificazione solo in sette occasioni, senza però aver mai oltrepassato il valore soglia di 50 µg/l prescritto dalla legge» ha spiegato l’assessore Gabusi, delegato della giunta regionale a rispondere in aula.

Dal canto sui, Rossi, accogliendo l’annuncio che ARPA effettuerà un nuovo campionamento in contraddittorio nel periodo tra agosto e settembre, ha ribadito «l’intenzione di mantenere alta l’attenzione. Non vogliamo alimentare allarmismi, ma è necessario accertare rapidamente le cause delle anomalie riscontrate, verificare che siano state rispettate tutte le procedure previste dalla normativa e garantire ai cittadini informazioni chiare e tempestive».

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