Confagricoltura lancia l’allarme: «Acqua fino a fine giugno, poi lo scenario è incerto»

L’acqua per salvare le colture c’è ancora, ma soltanto per pochi giorni. Poi nessuno è in grado di dire cosa accadrà. È il messaggio più preoccupante emerso dall’assemblea generale di Confagricoltura Novara Vco, che si è svolta questa mattina al Castello di Novara e che ha riunito istituzioni, rappresentanti del mondo agricolo e gestori delle risorse irrigue per fare il punto sulla stagione in corso.

A delineare il quadro è stato il commissario straordinario di Est Sesia, Ettore Fanfani, che ha parlato apertamente di una situazione complessa sotto il profilo idrico. «Sto portando avanti questo compito che mi è stato affidato in una situazione difficile di per sé. La crisi idrica sta peggiorando e, almeno fino alla fine di giugno, riusciamo a gestire la situazione. Le persone che giorno e notte seguono l’emergenza stanno facendo tutto il possibile per limitare i danni». Il commissario ha spiegato di essere attualmente impegnato soprattutto sulle questioni economiche e finanziarie del consorzio e ha voluto ringraziare il territorio: «A parte le difficoltà personali, sono onorato di essere stato qui e di avere imparato molto da voi».

A margine dell’assemblea è intervenuto il presidente di Confagricoltura Novara Vco, Giovanni Chiò, che ha allargato il ragionamento alle difficoltà che il comparto agricolo sta affrontando contemporaneamente sul fronte dei mercati e su quello climatico.

«Le previsioni sono estremamente negative – ha spiegato – e questo dipende da più fattori. I mercati non si riprenderanno nel breve termine. Ce lo conferma l’industria e lo confermano anche i future sui prodotti agroalimentari. A tutto questo oggi si aggiunge una priorità ancora più urgente: la risorsa idrica».

Chiò ha ricordato come la situazione stia rapidamente peggiorando. «Ieri il Po, a Cremona, ha perso 700 metri cubi d’acqua in mezza giornata. Oggi verrà dichiarato lo stato di siccità in Piemonte. Eravamo partiti con riserve importanti grazie alle abbondanti nevicate in montagna, ma la situazione ci riporta inevitabilmente alla memoria il 2022. Speriamo di scongiurare uno scenario simile, ma oggi possiamo soltanto appellarci alla speranza».

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Secondo il presidente degli agricoltori novaresi occorre però iniziare fin da subito a programmare interventi strutturali. Tra le proposte avanzate c’è quella di sfruttare maggiormente il ruolo delle risaie come serbatoi naturali. «Dobbiamo fermare l’acqua e sommergere i territori già nei mesi di aprile e maggio. La risaia ritarda di circa 180 giorni il rilascio dell’acqua e questo rappresenta un beneficio per tutto il territorio, soprattutto per il basso Novarese e per la Lomellina, che possono contare sulle colature nei momenti più critici».

La crisi, ha spiegato Chiò, è diventata concreta dalla scorsa settimana, quando sono iniziate le prime riduzioni delle disponibilità idriche fino al 40%. Da qui la necessità di ricorrere anche agli strumenti straordinari previsti nei momenti di emergenza, come il ripristino del riparto delle acque tra Est e Ovest Sesia.

Il presidente di Confagricoltura ha poi denunciato anche le difficoltà burocratiche che continuano a gravare sul settore. «Abbiamo ancora le pratiche della Pac bloccate. Una volta il tema principale dell’agricoltura era proprio la Politica agricola comune. Oggi invece ci troviamo a parlare di problemi molto più drammatici: manca l’acqua, manca la redditività perché molti prodotti non trovano mercato e cambia completamente la scala delle emergenze. Mi chiedo come un giovane possa oggi avvicinarsi all’agricoltura».

Nel corso dell’assemblea è intervenuto anche il sindaco di Novara, Alessandro Canelli, che ha affrontato il tema della fauna selvatica e in particolare quello degli ibis sacri, argomento che nelle ultime settimane ha alimentato un acceso dibattito pubblico in città.

«Mi sto confrontando con il piano di contenimento degli ibis, una specie fortemente invasiva che sta creando problemi al territorio e alle attività agricole – ha dichiarato -. La Provincia sta facendo un lavoro importante cercando di rispettare il più possibile le prescrizioni del piano. Mi auguro che nei prossimi anni gli interventi possano essere ulteriormente rafforzati a sostegno del comparto agricolo».

L’assemblea si è così chiusa con una preoccupazione condivisa: dopo un avvio di stagione relativamente favorevole grazie alle abbondanti riserve accumulate durante l’inverno, il caldo e il rapido calo delle portate dei corsi d’acqua stanno riportando il Novarese davanti all’incubo della siccità. Per ora l’acqua c’è, ma gli agricoltori guardano già con apprensione alle prossime settimane.

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore