Con una domenica intensa e ricca di suggestioni, tra spiritualità, jazz d’autore e contaminazioni sonore, si è chiusa l’edizione 2026 di Novara Jazz. Il primo appuntamento alla Chiesa del Carmine con la flautista e cantante franco-siriana Naïssam Jalal che in duo con Claude Tchamitchian, imbastisce un concerto che è una meditazione sonora sul trascendente con armonie eteree e meditative mai banali (anche per l’accoppiata strumentale piuttosto insolita). Riflessioni sul tempo che consuma tutto ma non lo spirito, ma anche poesia di suoni come nel caso del brano “Chants des nuages”. Concerto che si conclude con una invocazione ad Allah perché protegga il fedele da sé stesso, messaggio comune a molte religioni ed evocato dall’artista francese, siriana di origine, accompagnata oggi da un musicista armeno in una chiesa italiana dedicata al culto cristiano-bizantino: davvero parlare di confini diventa sempre più improponibile e non solo nella musica.
C’è giusto il tempo di attraversare il cuore della città per trasferirsi a Palazzo Faraggiana, nel suo giardino panoramico ai piedi della Cupola antonelliana, per seguire “Cinema Italia” progetto di Luca Zennaro (chitarra) e Michelangelo Scandroglio (contrabbasso), un repertorio originale costituito da brani di jazz soft, quasi minimale, con più di un accento folk. In particolare, come racconta al pubblico Luca Zennaro che, dopo una lunga residenza artistica in Senegal nel 2023, si è appassionato alla kora uno strumento che sembra ormai entrato nella cultura musicale di molti jazzisti; a questo strumento è dedicato un magnifico brano che con lo stormire delle rondini al tramonto nel misterioso giardino del palazzo nobiliare crea una atmosfera piena d’incanto.
E infine, a tarda sera il Festival si chiude sul palco principale del cortile del Broletto con Bossolino e il suo progetto “Città futura”, titolo gramsciano che sembra piacere molto anche a questa band che cavalca funk, elettronica, jazz e sound dal sapore mediterraneo e che fa ballare gli ultimi e ormai esausti spettatori di un’ edizione di Novara Jazz ricca come sempre e come sempre molto impegnativa. Va fatta menzione anche per la “Dedalo Big Band Jazz Lab” grande orchestra composta da allievi e docenti della scuola musicale Dedalo che aveva allietato il pubblico nel tardo pomeriggio, per i ragazzi dei conservatori di varie città che si sono esibiti nelle vie del centro storico, per “AngieBack to Mono” e Dj Pinella che hanno allestito dj-set nei dopo-concerti.
E dal pianeta Novara Jazz 2026 è tutto o quasi…








