Cieli tinti di arancione su Novara: scatta l’allarme per le emissioni della Radici Chimica

Un’insolita e vistosa colonna di fumo ha improvvisamente cambiato i connotati del cielo, destando non poca preoccupazione tra i residenti. Nelle scorse ore, una densa nube di un acceso colore arancione si è sollevata dal perimetro del polo industriale novarese, risultando chiaramente visibile da svariati quartieri e fin dai comuni dell’hinterland.

L’origine del fenomeno: il polo chimico

Di fronte all’imponente colonna colorata, i centralini dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine sono stati rapidamente raggiunti dalle chiamate di cittadini allarmati. La sorgente dell’anomalia è stata localizzata senza indugi nello stabilimento della Radici Chimica.

Sebbene un evento di questa portata generi istintiva apprensione, la caratteristica colorazione del pennacchio è un fenomeno noto in ambito industriale: è infatti riconducibile a un’emissione di ossidi di azoto (NOx​). Si tratta di composti gassosi che, a determinate concentrazioni e interagendo con l’ossigeno atmosferico (trasformandosi in biossido di azoto, NO2​), assumono una spiccata e inconfondibile tinta giallo-arancio.

Generalmente, rilasci visivamente così impattanti sono causati da improvvisi blocchi tecnici degli impianti o da cali di tensione che fanno scattare le valvole di sicurezza. Il sistema, per evitare sovrappressioni interne pericolose, devia i gas verso i camini di sfiato, generando la vistosa nube.

L’intervento e i controlli ambientali

Nonostante il fenomeno rientri spesso nelle procedure di emergenza previste per la salvaguardia degli impianti, la macchina delle verifiche istituzionali si è attivata immediatamente.

Le autorità competenti e i tecnici dell’Arpa sono stati allertati per avviare tutti i rilievi del caso. L’obiettivo primario è monitorare costantemente i parametri della qualità dell’aria, valutando i livelli di ricaduta degli inquinanti al suolo per escludere qualsiasi rischio per la salute pubblica. Nelle prossime ore si attendono comunicazioni ufficiali da parte dell’azienda per chiarire la natura esatta del guasto che ha innescato lo sfiato, ma intanto il sindaco Alessandro Canelli ha rassicurato la popolazione con una diretta social: «I tecnici di Arpa mi hanno rassicurato che a queste concentrazioni non c’è nessun pericolo per la salute. Adesso l’impianto è fermo e non c’è alcun pericolo di aggravamento della situazione, ma non ci sono rischi».

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Immagine di Luca Galuppini

Luca Galuppini

25 anni, laureato con lode in Politics, Philosophy and Public Affairs all'Università degli Studi di Milano, lavora come addetto stampa.