Nei manuali di diritto amministrativo l’erogazione dei servizi pubblici segue iter scanditi da protocolli, tempistiche tecniche e procedure formali. Nelle cronache del novarese di queste settimane, tuttavia, la realtà sembra suggerire una via decisamente più celere. Dinanzi a problemi infrastrutturali incagliati da anni, la soluzione si è materializzata grazie all’interessamento diretto e personale di una figura istituzionale di peso.
Trecate: gli ascensori riattivati (ma con il riposo notturno)
Il primo caso (divenuto tema di dibattito elettorale) si registra alla stazione di Trecate. Dopo anni di inattività degli ascensori – che costringevano pendolari e persone con ridotta mobilità all’uso esclusivo delle scale – l’impasse tecnica con Rfi si è improvvisamente risolta a ridosso dell’appuntamento elettorale.
A sbloccare la situazione, come confermato dai comunicati ufficiali, è stato l’intervento del senatore Gaetano Nastri, a cui ha fatto seguito un solerte sopralluogo dei candidati locali di Fratelli d’Italia. L’efficienza ritrovata, tuttavia, è stata accompagnata da una singolare rimodulazione degli orari: gli elevatori osservano infatti un rigoroso riposo notturno, con chiusura dalle 22 alle 6 del mattino.
Un’ingerenza che non è passata inosservata a Roma, spingendo il Movimento 5 Stelle a depositare un’interrogazione parlamentare per chiedere conto della correttezza della procedura. Sul piano locale, i candidati sindaci Raffaele Sacco e Rosa Criscuolo hanno sollevato forti perplessità, inquadrando l’operazione come una passerella elettorale e denunciando il persistere di malfunzionamenti tecnici anche durante gli orari di apertura degli impianti.
Sozzago: il Postamat e il prelievo simbolico
Mentre a Trecate si discuteva degli orari della mobilità ferroviaria, a pochi chilometri di distanza una dinamica curiosamente simile risolveva un altro annoso problema. A Sozzago, l’amministrazione comunale attendeva da mesi risposte per l’attivazione del Postamat, un ritardo che costringeva i residenti a spostarsi nei paesi limitrofi per le operazioni bancarie basilari.
Anche in questo caso, le normali interlocuzioni istituzionali sembravano aver fallito. La svolta è arrivata dopo la pubblicazione di un articolo sulla nostra testata, letto dal senatore Nastri. È bastata una telefonata in cui il parlamentare chiedeva «come potesse essere utile» per imprimere una brusca accelerazione alla pratica, portando all’attivazione del servizio. Il primo cittadino, per celebrare l’atteso risultato e ringraziare dell’impegno dimostrato, ha persino invitato il senatore per un “prelievo simbolico” inaugurale.
Una riflessione sulle procedure
La concomitanza di questi due eventi offre agli osservatori uno spaccato interessante sul funzionamento della cosa pubblica sul territorio. La cronaca registra, da un lato, l’innegabile risultato ottenuto a beneficio dei cittadini; dall’altro, evidenzia la fragilità di un sistema ordinario che appare spesso bloccato.
L’impressione che ne deriva è che, laddove pec, tavoli tecnici e richieste formali si arenano senza fornire risposte certe alle comunità, esista un’alternativa decisamente più funzionale. In caso di disservizi o ritardi cronici, per evitare lunghe attese, si prega di chiamare direttamente il Senato.








