Trecate, le amministrative non osino separare ciò che il referendum unisce. Ma oggi FdI (forse) scopre le carte

“L’uomo non separi ciò che Dio ha unito”, recita il Vangelo. Trasposto sulle ben più terrene vicende politiche di Trecate, il monito assume una sfumatura decisamente laica e paradossale: le elezioni amministrative non osino separare ciò che il referendum unisce.

Sullo scacchiere del centrodestra cittadino è, infatti, andato in scena una singolare tregua armata, dettata non tanto dalla diplomazia interna, quanto dai rigidi regolamenti elettorali: per questi 30 giorni la campagna per le amministrative – elezioni fissate al 24 e 25 maggio prossimi – è formalmente sospesa: la normativa sulla propaganda impone che i riflettori e i megafoni siano puntati esclusivamente sul referendum nazionale – 22 e 23 marzo – in tema di giustizia. Uno stop forzato che ha generato un curioso cortocircuito nelle piazze del paese.

Il blocco della propaganda locale ha costretto, infatti, le fazioni a riporre i manifesti per la corsa a sindaco e a concentrarsi sui quesiti referendari. Il risultato è stato un’istantanea politicamente affascinante: ieri a presidiare la piazza cittadina c’era Rosa Criscuolo, in veste di referente del comitato territoriale per il “Sì” alla riforma costituzionale. E a pochi metri di distanza, a condividere la stessa piazza, la stessa battaglia garantista e le stesse ragioni per il “Sì”, c’erano i referenti di Forza Italia tra cui l’ex assessore e segretario cittadino Giovanni Varone. Una convergenza totale sui temi nazionali che stride fortemente con le divisioni a livello locale, dato che gli azzurri hanno confermato pubblicamente il sostegno alla candidatura di Roberto Minera per la poltrona di primo cittadino.

Ma se in piazza si respira un’apparente e temporanea unità d’intenti, nei retrobottega dei partiti la tensione è altissima e il conto alla rovescia sta per scadere: la vera partita potrebbe giocarsi questa sera, quando si riunirà il direttivo provinciale di Fratelli d’Italia.

Sul tavolo dovrebbe esserci anche il dossier Trecate e la decisione definitiva sul da farsi. Le indiscrezioni della vigilia delineano uno scenario che potrebbe ridisegnare completamente gli equilibri: la coalizione di centrodestra sembra orientata a blindare l’unità trovando la quadra sul nome di Minera. Se così fosse, tutti i simboli ufficiali dei partiti finirebbero per convergere su di lui, innescando una reazione a catena che taglierebbe di fatto fuori sia gli altri nomi che sono circolati in queste settimana: Rosa Criscuolo e Rossano Canetta.

La tregua referendaria, insomma, potrebbe essere destinata a durare poco. Il tempo di riporre i gazebo per la giustizia, e per il centrodestra trecatese arriverà il momento di pesarsi davvero in vista delle amministrative.

(foto di repertorio in copertina)

© 2026 La Voce di Novara
Riproduzione Riservata

Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore