La Camera Penale di Novara aderisce all’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale proclamata dall’Unione delle Camere Penali Italiane fino al 12 giugno. Una mobilitazione che coinvolge gli avvocati penalisti di tutta Italia e che culminerà nella manifestazione nazionale in programma l’11 giugno a Perugia.
Alla base della protesta ci sono i fatti emersi nell’ambito di un procedimento della Procura della Repubblica di Perugia, dove le indagini hanno portato alla luce la registrazione sistematica di colloqui tra detenuti e i loro difensori all’interno del carcere di Capanne.
In una nota, il Direttivo della Camera Penale di Novara definisce quanto accaduto una «palese violazione» dell’articolo 103 del Codice di procedura penale e delle garanzie costituzionali e sovranazionali poste a tutela del diritto di difesa.
Secondo quanto denunciato dagli avvocati penalisti, sarebbero stati captati colloqui riservati nei quali venivano discusse strategie processuali e informazioni coperte dal segreto professionale. Conversazioni che sarebbero poi confluite nel materiale investigativo a disposizione dell’accusa.
«Il segreto professionale non è un privilegio dell’avvocato – sottolinea la Camera Penale novarese – ma un diritto inviolabile del cittadino a vedere garantita la propria libertà di difesa». Per il Direttivo, risulta quindi «intollerabile» che le comunicazioni tra difensore e assistito possano essere monitorate, trascritte e utilizzate nell’ambito delle indagini.
La protesta, spiegano i penalisti, non riguarda soltanto la tutela della categoria forense ma investe principi fondamentali dello Stato di diritto e del giusto processo. Per questo la Camera Penale di Novara ha espresso «piena adesione» alle iniziative promosse dall’UCPI, assicurando il proprio sostegno alle azioni intraprese per difendere l’indipendenza dell’Avvocatura e le garanzie costituzionali riconosciute a ogni cittadino.








