Buon compleanno Avis Oleggio: una bella storia da 70 anni

Una bella storia che dura da 70 anni. Una storia che ha ancora molte pagine da scrivere: «C’è ancora ampio spazio di lavoro per continuare a crescere», dice l’attuale presidente Giorgio Giovanna.

 

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La sezione oleggese dell’Avis compie 70 e proprio oggi, domenica 15 marzo, ci sarebbe stato un primo appuntamento con i festeggiamenti. Ma se quasi tutto il programma è stato sospeso e rinviato c’è un appuntamento che rimane e che i volontari attendono: quello con la donazione, fissato per domenica 22 marzo all’Asl di via Gramsci dalle 8 alle 10.30. «Chiedo già ai donatori che verranno che avere pazienza, perché con le procedure attuali l’attesa magari sarà più lunga, – dice il presidente – allestiremo alcuni gazebo sul piazzale dell’ambulatorio per rendere il tutto migliore. Ci sarà lo spazio per donare e per il ristoro, mancherà la parte conviviale e di solidarietà, ma è semplicemente rimandata quando torneremo alla normalità». E c’è anche un altro messaggio legato alla donazione di domenica: «Chiediamo ai donatori già attivi di essere generosi, di venire a donare, chiediamo invece a chi si vuole avvicinare di mantenere questo desiderio e di farlo quando tutta questa situazione di emergenza sarà conclusa: non vogliamo escludere nessuno, ma anche per i medici è forse più comodo controllare i donatori già attivi. Vi aspettiamo numerosi».

Giovanna è presidente dal 2006, «lo sono diventato per motivi ferroviari, una persona che anni fa aveva un turno serale in ferrovia alle 22 ha fatto il mio nome e così eccomi qua», dice sorridendo. Prima di lui l’ingegner Borsotti e prima ancora Antonio Viana, cui è dedicata la sezione, fondatore il 21 marzo 1950, esattamente dieci anni dopo rispetto alla sede di Cameri.

Attualmente i donatori sono 300, tra effettivi e collaboratori e la sezione raccoglie anche le persone di Marano Ticino e Mezzomerico. In tutti questi anni si sono susseguite circa 900 persone. Le donazioni sono cresciute, hanno avuto una piccola flessione nel 1980 e poi sono state un continuo crescendo: record nel 2018 con 400 donazioni, battuto poi lo scorso anno, nel 2019 con 432 donazioni. «Sono dati positivi perché a vedere i tre comuni il numero di persone che può donare, cioè fra i 18 e i 65 anni, è calato e quindi l’incremento ha un valore ancora maggiore. Siamo contenti, ma possiamo crescere ancora, e possiamo farlo grazie anche a Marano e Mezzomerico, è dalle piccole realtà che nascono i grandi numeri». Settant’anni di storia: «Sono un po’ in soggezione nel parlare di una realtà più grande di me. Sono contento è un bel traguardo, che festeggeremo quando si potrà. E sono contento perché sono il presidente ma non c’è “quello” che comanda sugli altri, siamo una bellissima squadra, il gruppo non risparmia le critiche quando servono e questo per me è ancora più di stimolo».

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