Michele Contartese lascia Forza Italia. Oggi l’ufficialità

Adesso è ufficiale. Michele Contartese, consigliere provinciale e comunale, lascia Forza Italia. A Palazzo Cabrino andrà a sedersi nei banchi del Gruppo Misto. Una decisione che il diretto interessato ha detto essere frutto di una profonda riflessione, «non certo del momento».

Erano infatti mesi che si stavano rincorrendo voci di un suo abbandono della formazione “azzurra”. All’inizio la sua rinuncia al ruolo di capogruppo in Comune, motivata dal fatto che la sua elezione anche in Provincia gli avrebbe sottratto tempi ed energie. Poi una certa tensione acuitasi con il prolungarsi della gestione “commissariale” del partito. Come si ricorderà, negli ultimi mesi dello scorso anno, Contartese era stato fra i firmatari (una ventina in tutto, tra amministratori locali ed ex) di una lettera indirizzata in primis al coordinatore regionale di FI Paolo Zangrillo e al parlamentare novarese Diego Sozzani con la quale si chiedeva la convocazione di un congresso per il rinnovo delle cariche e la definizione di una piattaforma programmatica del partito in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.

 

 

Come risposta, il commissario provinciale Gaudenzio Ferrandi, su sua richiesta, veniva sostituito dall’ex sindaco di Oleggio Massimo Marcassa («Hanno commissariato il commissario», aveva detto a suo tempo Contartese), ma nulla in vista dal punto di vista congressuale. Per altre settimane si sono rincorse voci, più o meno smentite, di un suo avvicinamento a Fratelli d’Italia, ma nulla si è concretizzato, anche per il successivo e comprensibile rallentamento di tutta l’attività politica in seguito all’emergenza sanitaria. Poi la decisione di oggi.

«Da tempo ho avuto modo di constatare – ha spiegato ancora Contartese – che quei valori e quegli ideali che mi avevano spinto all’inizio all’aderire a Forza Italia sono stati smarriti. L’ultimo esempio è quello della scelta dell’ormai mio ex partito di sostenere il Mes: una posizione che fatico a comprendere e che porta FI a stare a braccetto con la sinistra e soprattutto a spostare quel tipo di Europa che abbiamo sempre combattuto, attenta soltanto alle regole, ai bilanci e alla burocrazie. Preferisco quindi fare una scelta coraggiosa e dolorosa – ha concluso – Uscire da una casa che mi ha ospitato per tanto tempo ma che ormai non sento più mia».

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