Oleggio, dopo lo stage al museo inizia la sua prima avventura lavorativa: «Sono felice»

Oleggio, dopo lo stage inizia l’avventura lavorativa al museo: «Sono felice». E’ davvero felice Ilaria, 30enne oleggese, che, dopo aver partecipato a un percorso di formazione al museo Fanchini di Oleggio insieme al direttore Jacopo Colombo, vivrà presto la sua avventura lavorativa. Ilaria è stata protagonista, insieme ad altri due ragazzi, del progetto “Rimettiamoci in formazione” nato grazie alle donazioni del 5X1000 delle Acli novaresi insieme a “Quelli del sabato”, il gruppo di volontariato di Bellinzago per i diversamente abili.

La giovane ha lavorato al museo dove ha imparato la tecnica della catalogazione e anche che cosa significa essere Ciceroni in un museo, sebbene l’esperienza vera e propria manca ancora per via della chiusura dei musei al pubblico. Ilaria farà ora un’esperienza lavorativa grazie alla disponibilità del museo, al Cisas, che si occupa nel concreto del rapporto di lavoro e del Comune.

«Finora mi è piaciuto tutto, ora vediamo come sarà, inizierò a maggio, – spiega Ilaria – mi piace molto catalogare, sul parlare davanti alla gente non ho provato ancora, diciamo che sono una persona che si emoziona e poi si blocca». Libri, arte, cultura, è un mondo che a Ilaria piace: «Faccio arte già il mercoledì mattina, la lettura è una passione che ho da piccola, prima leggevo le favole, poi ho cominciato con quelli d’amore che mi piacciono molto».

Per Ilaria è la prima esperienza vera di lavoro: «Avevo fatto degli stage come cameriera, ho studiato all’alberghiero, ma l’idea di essere al museo mi piace davvero tanto, lo conoscevo già, ci ero stata in gita e poi con Jacopo ho una grande sintonia, mi ha insegnato tanto. Non vedo l’ora di cominciare». E’ stata l’associazione bellinzaghese a scegliere i tre giovani più indicati per un progetto simile: «Ilaria insieme agli altri due ragazzi è molto brava, ha ampi margini di relazione e siamo felici che gli obiettivi del progetto siano stati tutti centrati, – dice Ilaria Miglio – è da qui che è nata l’idea di provare in qualche modo a continuare ed è bello che il Cisas abbia preso in carico il tutto. Ilaria con il nostro aiuto ha steso il suo curriculum e ha presentato la candidatura. Il museo per lei è un ambiente fortemente stimolante».

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