Adesso si potrebbe dire una preghiera. Per chi crede è necessario dire una preghiera. Sarebbe necessario dirla sempre, ma in questo momento in particolare. Lo so c’è chi non crede, ma potrebbe essere il momento opportuno per incominciare a farlo. Non ho niente contro i flash-mob, aiutano a darsi coraggio, tengono compagnia, ci fanno sentire uniti, ma forse serve di più una preghiera corale. È un segnale dello spirito, ognuno prega il suo Dio, ma Dio è uno solo per tutti. Io prego, lo faccio come sono capace, lo faccio da fedele imperfetto, da peccatore quale sono. Ma lo faccio perché credo che Dio ci ascolti. Lui ci guarda e conosce le nostre paure, la nostra fragilità, i nostri dubbi. Non preoccupatevi di sembrare deboli, lo siamo. E Lui lo sa.

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Mario Grella

Mario Grella

Nato a Novara, vissuto mentalmente a Parigi, continua a credere che la vita reale sia un ottimo surrogato del web.

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