Anita è una ragazza di 15 anni di Torino, non ha i social tipo Fb, Tik Tok, Instagram , forse per questo ha preso molto a cuore la questione della ripresa delle attività scolastiche in presenza nel suo liceo, non ne può più della Dad e per questo in questi mesi anziché collegarsi da casa si è spesso collegata con il Wi-Fi da un banchetto davanti alla sua scuola.

Ora si è detta favorevole alla continuazione della scuola fino a fine giugno per recuperare le ore perse o comunque non fatte in presenza .

Non mi interessa entrare nel merito : se e quanto si poteva fare e non si è fatto per tenere aperte le scuole, quanto si sta facendo per tenerle aperte in futuro vaccinando il personale scolastico docente e non docente.

È normale che su temi così importanti e delicati ci siano opinioni diverse e si confrontino . Si confrontino in termini civili ed è quello che non sta succedendo: Anita da giorni è linciata sui social da centinaia di persone che le danno della pazza, della squilibrata, della scema, della pericolosa da internare.

La maggioranza di questi commenti non sono di quindicenni come lei ma di adulti, soprattutto insegnanti , magari oltre ad essere docenti, pure genitori .

Il caso Meloni ormai lo sappiamo a memoria : una politica importante è stata insultata in modo pesante ed inaccettabile da un docente universitario in una trasmissione radiofonica, per questo si è mosso giustamente anche il Capo dello Stato .

Di Anita invece non sa niente nessuno e forse perfino più grave , senza togliere niente alla Meloni. Mi sento di dire: scusaci tutti Anita e continua così sempre a batterti per le cose in cui credi e a cui tieni di più  senza curarti di questa gente pagata per educare i giovani ad un confronto civile ed incapace di farlo in prima persona.

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