Primo Punto: reintrodurre le preferenze

Le candidature di tutti i partiti non potranno mai piacere  a tutto l’elettorato, neanche a quello di un solo partito, neanche a quello di una sola corrente di un solo partito, neanche a quello della stessa famiglia. 

Ci saranno sempre candidati troppo vecchi o troppo giovani, troppo colti o troppo ignoranti , troppo ricchi o troppo poveri, grassi e magri, santi o delinquenti, candidati che uno non voterebbe mai neanche sotto tortura e candidati che uno vorrebbe votare sempre anche quando questi si ritirano. 

Allora chi decide veramente quando un candidato è quello giusto, di destra o sinistra alla temperatura giusta? 

Lo dovrebbe decidere l’elettorato, il partito propone ma l’elettore dispone.

Solo che da decenni in Italia sono solo i partiti, spesso solo le segreterie dei partiti che propongono e dispongono tutte da sole, l’elettore può solo accettare a scatola chiusa oppure annullare la scheda o non andare proprio a votare.

Per evitare qualche danno collaterale della corsa alle preferenze abbiamo rinunciato alla libertà di farci rappresentare e governare da chi ci pare e piace a noi.

A questo punto le primissima cosa che devono fare le forze politiche il giorno dopo le Elezioni è approvare una nuova legge elettorale che dia all’elettore la possibilità di scegliere fra più rappresentanti il suo o la sua preferita/o.

Non sappiamo poi quando si andrà di nuovo a votare : se nel 2027 o prima ma la legge elettorale con le preferenze deve esserci già pronta per l’uso, questa volta non ci sono più scuse per nessuno .

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Pier Luigi Tolardo

Pier Luigi Tolardo

54 anni, novarese da sempre, passioni: politica, scrittura. Blogger dal 2001.

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