La Passione è sempre il brano più attuale dei Vangeli.

Un giovane uomo è accusato di sacrilegio, in una terra occupata da una potenza straniera, ha violato delle leggi religiose per cui le autorità decidono di condannarlo a morte con un processo pro forma.

Succede anche in questo momento in qualche parte del mondo.

Un suo amico lo tradisce per dei soldi, cosa sempre frequente ancora oggi, viene catturato e un discepolo vorrebbe difenderlo con la spada ma lui lo ferma, la non violenza è invece poco frequente .

Viene torturato dai soldati, cosa attualissima oggi, condannato a morte, il pubblico applaude e c’è chi si lava le mani della cosa.

Quando spira c’è solo sua madre, qualche donna, un amico. 

Una storia umanissima, antichissima eppure attualissima, una sintesi della storia e della quotidianità.

La fine però è sempre nuovissima, unica, irripetibile, incredibile senza la Fede.

Il sepolcro in cui viene posto, sigillato da un pesante masso, viene trovato vuoto, Lui è risorto e appare ad alcune donne, allora ancora più emarginate e insignificanti di oggi.

Senza questo finale è la  storia eterna e costante della violenza cieca dell’umanità che colpisce i buoni e i giusti raccontata in modo emblematico come in pochi altri testi, con questo finale è una storia oltre la storia , scritta da Dio e non più dall’uomo, un’altra Storia fondata sulla Speranza.

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Pier Luigi Tolardo

Pier Luigi Tolardo

54 anni, novarese da sempre, passioni: politica, scrittura. Blogger dal 2001.

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