Bisogna leggere il libro di Gemma Calabresi Milite( Milite è il suo secondo cognome da sposata del secondo matrimonio) ,dal titolo “ La crepa e la luce”,  bisogna leggerlo come un libro di meditazione per la Quaresima, un libro pieno solo di Fede e di Amore nati in una stagione piena di odio nel nostro Paese, in questi giorni che sono pieni di odio in Europa. 

Un libro semplice, scritto senza retorica , senza effetti speciali, da una laica, non una suora, una donna a cui muore tragicamente il marito che ha ancora solo 25 anni, che ancora si amano teneramente, che ha due figli piccoli, che avranno del padre solo la memoria viva in cui lei li crescerà, un altro ancora in arrivo.

Per certi versi non mi ha detto nulla di nuovo: anche mia madre è rimasta vedova giovane con quattro figli, per il resto è soltanto una sconvolgente testimonianza di Fede offerta in modo umile e che anche chi non dovesse condividere può solo rispettare.

Quando gli dissero che era morto ha sentito vicino Dio, l’abbraccio di Dio,  come non l’aveva mai sentito prima cresciuta in una Fede solo tradizionale e familiare e dice al prete che glielo comunica : “ preghiamo per la famiglia del suo assassino”.

Il perdono però non è una cosa automatica, semplice , istintiva, no per anni, lo ammette, ha desiderato conoscere gli assassini del commissario Calabresi per poterli uccidere lei stessa.

Poi improvvisamente l’illuminazione mentre spiega ai bambini di cui è insegnante di religione : un uomo non è solo un assassino, non è definito solo dai suoi atti malvagi .

E poi dopo tanti anni, Leonardo Marino, l’uomo che aveva fatto l’autista del gruppo di fuoco dell’assassinio si pente e viene spinto da un prete a confessare e allora il processo, quando ormai si era rifatta una vita a riaprire quella ferita. 

E quindi il perdono vero guardando in faccia quegli uomini cambiati anche molto dopo tanti anni.

L’incontro con la vedova Pinelli, anche lei rimasta sola con due bambine, proprio al Quirinale, e le due rose portate sotto la targa dedicata all’anarchico quando un attentato vandalico l’ha distrutta. 

Infine la forza della Preghiera che pervade la sua vita, la sua sofferenza, il suo libro: tanta gente che ha pregato per lei fin da quel giorno e sempre, perché la vita è comunione e condivisione e la preghiera serve a questo. 

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Pier Luigi Tolardo

Pier Luigi Tolardo

54 anni, novarese da sempre, passioni: politica, scrittura. Blogger dal 2001.

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